Ancora cambiamenti dalla Fifa: più squadre africane e asiatiche al Mondiale

Non è giusto che Africa e Asia abbiano un numero di nazionali partecipanti ai Mondiali così tanto inferiore rispetto all’Europa. “C’è bisogno di un new deal, il prima possibile”. E’ il pensiero del presidente della Fifa, Joseph Blatter, che sembra indirettamente voler rispondere così all’attacco sferrato dall’Uefa di Platini, contraria alla sua ricandidatura al vertice della massima organizzazione calcistica mondiale. Blatter, citando nel suo editoriale sul magazine ufficiale della Fifa il termine ‘new deal’ coniato dal presidente americano Roosevelt, sottolinea la necessità di una riforma urgente per ‘bilanciare’ la geografia del pallone. L’assenza di squadre africane e asiatiche nella fase cruciale del Mondiale brasiliano, infatti, “non può essere spiegata esclusivamente dai risultati del torneo”. Questo tipo di approccio, per il n.1 della Fifa, “non permette di raccontare tutta la storia”. “In termini puramente matematici gli africani sono in una posizione di grave svantaggio rispetto ai loro rivali – sottolinea Blatter su ‘Fifa Weekly’ -. Anche se la Confederazione Africana ha esattamente lo stesso numero di membri associati dell’Uefa (54), è rappresentata ai Mondiali con solo cinque squadre, mentre l’Europa ne ha 13. Lo stesso vale per la Confederazione Asiatica: quattro posti sono ingiusti dato il numero di membri (46)”. Tradotto, con le regole attuali c’è chi ha troppo (Europa) e chi troppo poco (Africa e Asia). “Non può essere che le regioni che forniscono alle principali squadre europee i loro top player, dando così un enorme contributo all’attrattività dei migliori campionati, siano trattate con tale disprezzo quando si parla di Coppa del Mondo. C’è bisogno di un new deal, il prima possibile” conclude Blatter, già in campagna elettorale e in cerca di voti per respingere l’offensiva dell’Uefa di Platini.