Nel momento in cui, ieri, il guardalinee ha indotto l’arbitro ad annullare il regolarissimo goal segnato da Alberto Paloschi contro la Juventus, subito abbiamo immaginato le polemiche del post partita: il Chievo pronto a recriminare e gridare allo scandalo, e la Juventus accusata di aver vinto solo grazie all’aiuto della terna arbitrale. Meraviglia abbiamo invece provato nel prendere atto delle reazioni di chi, prima di chiunque altro, avrebbe potuto urlare la prorpria rabbia. Parliamo di Luca Campedelli e Beppe Sannino, rispettivamente Presidente ed allenatore del Chievo.
Il tecnico, nel commentare le immagini a caldo, ha subito precisato di non voler dire nulla sull’accaduto: non per protesta, bensì perchè consapevole che gli arbitri possano sbagliare. Nessun complotto, nessun disegno pro Juve: per Sannino, l’arbitro ha semplicemente commesso un errore. Per capire quanto si tratti di una rarità, basti andarsi a guardare le facce attonite (ed insoddisfatte) dei giornalisti e conduttori tv che, dai vari studi sparsi in Italia, già pregustavano audience alle stelle.
Ma ancora più elegante è stato il gesto di Campedelli il quale, dopo il novantesimo, si è recato nello spogliatoio per consolare il guardalinee Preti, colui il quale ha alzato la bandierina per segnalare il nullo fuorigioco. Un gesto che, andando a memoria d’uomo, non trova precedenti nella storia recente del nostro campionato, dove è consuetudine sbraitare, lamentarsi, prendersela con gli arbitri per aver falsato la gara. Ci auguriamo che, sul serio, questo episodio possa fungere da spartiacque, possa portare maggior serenità in un mondo abituato a comportarsi male e dalla scusa facile. Insomma, che possa essere preso da esempio da tutti gli addetti ai lavori, come dichiarato ieri da Antonio Conte, uno tra i tantissimi che in passato non è stato certo irreprensibile da proteste e simili. Fiducia.