Continua il botta e risposta tra il Carpi e il Modena circa l’utilizzo della stadio ‘Braglia’ da parte dei biancorossi, come pattuito con apposita convenzione prima dell’inizio della stagione. La squadra di Sannino ieri non ha potuto svolgere l’allenamento nell’impianto dei ‘canarini’, perchè Antonio Caliendo, presidente del Modena, lo ha impedito.
Il Carpi è stato quindi costretto a tornare al ‘Cabassi’ per svolgere l’allenamento del giovedì, il tutto mentre il club diramava un comunicato al veleno nei confronti del Modena, accusando i ‘cugini’ di aver violato a fronte di un impegno economico totale di oltre 700mila euro annui (il 60% circa al Comune, il 40% al Modena).
“A seguito del gravissimo comportamento di Antonio Caliendo – diceva la nota – il Carpi precisa che l’accordo stipulato con Comune di Modena e Modena prevede il pagamento, in favore del club modenese, di 189.100 euro in 12 rate. Ad oggi sarebbe, dunque, maturata una sola rata da 15.758,33 euro, scaduta lo scorso 30 settembre.
Tuttavia il Carpi ha ricevuto lo scorso 7 settembre un atto di pignoramento presso terzi, notificato dal tribunale di Modena nell’interesse di una ditta fornitrice del Modena, creditrice di quest’ultima società. Nell’atto il tribunale ha intimato al Carpi di non corrispondere le somme dovute come rata al Modena fino alla concorrenza di 26.439,45 euro, con ordine di accantonamento delle stesse a garanzia dell’adempimento del debito del Modena nei confronti del proprio fornitore“.
In poche parole il Carpi sostiene di non aver pagato la prima rata di affitto perchè il tribunale gli ha imposto di non versare soldi al Modena, a sua volta sottoposto a pignoramento per un debito con un fornitore.
Non si è fatta attendere però la risposta del Modena, che racconta una versione dei fatti totalmente diversa: “A seguito del gravissimo comportamento di Antonio Caliendo – diceva la nota – il Carpi precisa che l’accordo stipulato con Comune di Modena e Modena prevede il pagamento, in favore del club modenese, di 189.100 euro in 12 rate. Ad oggi sarebbe, dunque, maturata una sola rata da 15.758,33 euro, scaduta lo scorso 30 settembre.
Tuttavia il Carpi ha ricevuto lo scorso 7 settembre un atto di pignoramento presso terzi, notificato dal tribunale di Modena nell’interesse di una ditta fornitrice del Modena, creditrice di quest’ultima società. Nell’atto il tribunale ha intimato al Carpi di non corrispondere le somme dovute come rata al Modena fino alla concorrenza di 26.439,45 euro, con ordine di accantonamento delle stesse a garanzia dell’adempimento del debito del Modena nei confronti del proprio fornitore“.
La nota scende poi nei dettagli: “Più in particolare: A) contrariamente a quanto previsto all’articolo 5 comma 1, a tutt’oggi non ha versato la somma di euro 40.000 a titolo di contributo al mantenimento del manto erboso dello stadio Braglia. B) Contrariamente a quanto previsto all’articolo 5 comma 4, non ha provveduto al pagamento della somma di euro 25.000 quale contributo delle spese di utenza e funzionamento.
Inoltre il Modena F.C. è creditore della prima rata del canone previsto al punto 4 del contratto già scaduto al 30/9/2015 di euro 7.500. Il totale dei crediti da mesi vantati dal Modena F.C. è quindi pari alla considerevole somma di euro 72.000, di cui 65.000 già dovuti dallo scorso mese di luglio e già sollecitato al patron del Carpi Bonacini“.
“In questa situazione – conclude il comunicato – è ridicolo, diffamatorio e produttivo di enormi danni per il Modena F.C. quanto riferito nel comunicato del Carpi, che per nascondere il gravissimo inadempimento perdurante da mesi ha accampato la notifica di un atto di pignoramento per credito contestato, comunque di importo pari a soli 25.000 euro“.