“L’Intervista a Tavecchio l’ho fatta nell’ufficio di via Allegri, la data precisa non la ricordo ma era metà giugno, Belloli era caduto da poco, ed era stato un altro scoop nostro: avevamo pubblicato il verbale con quel ‘basta dare soldi a queste 4 lesbiche'”. Intervenendo nel corso della trasmissione ‘La Partita Perfetta’ su Sport 1, canale 61 del digitale terrestre, Massimiliano Giacomini del sito ‘Soccer Life’ parla della sua intervista al presidente della Figc Carlo Tavecchio, che ha provocato l’ennesima baraonda intorno al capo del calcio italiano.
Ma come mai, viene chiesto a Giacomini, se l’intervista è stato fatta a giugno le frasi di Tavecchio sono venute fuori solo adesso? “Quando vai a fare l’intervista molte volte registri – risponde Giacomini – ma non risenti quello che hai pubblicato. Prendi appunti e poi scrivi ciò che ti ricordi. Ma io sono andato a fare il backup di tutto ciò che avevo fatto quest’anno e sono andato da risentirmi tutto e mi sono ricordato di quelle frasi”.
“In queste ultime settimane ho ricevuto delle minacce – continua il responsabile di ‘Soccer Life’ -. Non da Tavecchio, perchè ho pubblicato dei contratti di esclusiva della Federcalcio, e allora volevo capire se potevo dare all’avvocato qualche file per proteggere la mia persona. Da chi sono stato minacciato? Da Federico, che è l’autista di Carlo Tavecchio a Milano, e abbiamo anche fatto la denuncia. Ho pubblicato il suo contratto di 60mila euro in due anni e 2 mesi. Lui è del Ponte Lambro, di cui era presidente Tavecchio”. Quindi il caso è nato dal riascolto dei file? “L’intervista intera dura 40 minuti, il ‘Corriere della Sera’ ha l’intero file e ha fatto un gran lavoro – continua Giacomini -. Io riascoltando tutto ho sentito ciò che aveva detto (Tavecchio ndr), e ho fatto un salto sulla scrivania. Poi mi sono detto che questi fatti erano troppo gravi, e non potevano passare sotto silenzio. Ho chiesto a un’amica del ‘Corriere’ se erano interessati, perchè il ‘Corriere’ stesso è una cassa di risonanza maggiore di ‘Soccer Life, e da lì è nato tutto”.
Secondo Tavecchio c’è stata manipolazione delle sue parole, e ha parlato di ricatti, viene fato notare a Giacomini, al quale poi riferiscono anche le parole in difesa del presidente della Figc dette da Vittorio Pavoncello, presidente del Maccabi Italia, l’organizzazione sportiva ebraica. “Ho scritto sul mio sito – è la risposta – che Tavecchio mente e sa di farlo. Ho anche il messaggio sms che gli ho inviato e da lì si può vedere senza ombra di dubbio chi è stato a rifiutare un finanziamento. Tavecchio ne risponderà nelle sedi opportune. Quando tu tocchi il potere vuol dire che sei un ricattatore, o sei con loro o altrimenti loro vedono un ricatto. Ma quelle frasi chi le ha dette? Tavecchio…”. “Quanto alle manipolazioni – aggiunge -, prima devo sentire l’avvocato, poi pubblicherò l’intera intervista di 40 minuti. Comunque è un’accusa che non sta in piedi: come fai a manipolare un file? Comunque il ‘Corriere della Sera’ ce l’ha per intero, e ora anche ‘Repubblica’, che lo pubblicherà domani. Tavecchio alla lega nazionale dilettanti obiettivamente fece molto bene, ma in una dichiarazione fatta per “Nutrizione e salute” disse “andremo alla conta e vedremo chi è inadeguato. Ma viste le sue dichiarazioni è lui a essere inadeguato”.
Non si fatta attendere la risposta di Tavecchio, attraverso una nota: “Tengo a precisare che non si trattava di una intervista ma di un incontro personale chiesto da Giacomini, che conosco da anni e che ho incontrato varie volte, e che la registrazione e’ avvenuta a mia insaputa, fenomeno deprecabile oggi purtroppo assai diffuso. Se si esamina la vicenda senza pregiudizi e’ evidente la ritorsione nei miei confronti da persona alla quale ho negato dei contributi per la sua attivita’ editoriale, e che, dopo il mio rifiuto, ha messo in atto nei confronti della Figc e della mia persona una serie di comportamenti dal contenuto denigratorio, dei quali ho interessato gia’ i miei legali”.
“Avendo sentito l’audio risulta chiaro che e’ Giacomini a citare Eco sul tema degli ebrei, le mie parole sono chiare, ho ribadito i miei lunghi rapporti di stima personali e professionali – aggiunge -. Sono contento che ne ha dato atto, tra gli altri, anche l’Ambasciatore d’Israele in Italia, che ringrazio”. “Riguardo alle accuse di omofobia, queste non mi appartengono – assicura il numero 1 federale -. Anche qui l’audio e’ chiarissimo, dal momento che dico ‘io non ho niente contro gli omosessuali’ ed infatti non ho mai discriminato alcuno per questi motivi. Rispetto le scelte di tutti e non credo che nessuno possa essere criminalizzato per questo”.