“La prima partita di un girone e’ sempre quella della pressione psicologica e ne ha di piu’ chi gioca in casa. La Roma e’ forte e per questo per me e’ importante verificare l’approccio dei miei giocatori a una partita potenzialmente difficile, tanto piu’ per chi solo da un anno e’ abituato a giocare la Champions League. Pero’ fossi in Garcia non mi fiderei granche’ di questo Cska“. E’ il consiglio che Fabio Capello da’ a Rudi Garcia in vista dell’impegno di questa sera all’Olimpico contro i russi del Cska. “Lo dico tanto piu’ dopo il mercato: Eremenko e Natcho sono due rinforzi importanti in se’, che in piu’ completano bene la squadra – sottolinea il ct della Russia ed ex tecnico giallorosso alla ‘Gazzetta dello Sport’ -. Il Cska e’ un’avversaria organizzata, compatta, ma non cosi’ scontata da affrontare, perche’ ha una variabile importante: quei due la’ davanti, Musa e Doumbia, sono imprevedibili e soprattutto velocissimi”. Anche la Roma la’ davanti non scherza: “La Roma ha grande qualita’ e un allenatore che ha fatto un buonissimo lavoro, perche’ senza un gran lavoro non si arriva vicino allo scudetto gia’ al primo anno. Mi piace sentirgli dire, pur dopo una vittoria come quella di Empoli, che di certe cose non era cosi’ contento: e’ segno di determinazione”, sottolinea Capello, che definisce il girone della Roma, con Bayern Monaco e Manchester City, “probabilmente il piu’ duro di tutti. A chi pensava a un City appagato dal campionato vinto si metta pure il cuore in pace. E il Bayern e’ ancora piu’ forte dell’anno scorso. La Roma – conclude – deve fare un percorso tipo quello del Napoli l’anno scorso: forse stavolta 12 punti potranno bastare”.