Capello indignato per ultimi episodi di inciviltà: “I manichini a Roma? E’ un periodo storico senza valori”

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Capello indignato per ultimi episodi di inciviltà – Il derby di domenica scorsa tra Roma e Lazio, che ha visto i biancocelesti trionfare per 3-1, ha tutta l’aria di non voler terminare a quasi una settimana dal triplice fischio dell’arbitro Orsato. L’ultimo strascico è di sicuro il più grave in mezzo alle tante polemiche nate tra i due club in questi giorni. Stiamo parlando dei manichini impiccati dagli ultras della Lazio fuori il Colosseo, raffiguranti i giocatori della Roma. Un episodio che ha creato indignazione e sconcerto in tutta l’opinione pubblica. Anche l’ex tecnico dei giallorossi, Fabio Capello, ha condannato l’accaduto senza mezzi termini attraverso le pagine de ‘La Gazzetta dello Sport’: Stiamo vivendo un periodo storico senza valori. Che fine hanno fatto educazione, rispetto, solidarietà? In Striscione Roma 1Italia succedono cose che non sono ammissibili. Sento parlare di goliardata. Ma ci rendiamo conto? Un tempo a Roma le goliardate erano all’ordine del giorno, specie prima e dopo un derby. Si viveva di battute, di sfottò. Ed era uno spettacolo. Però qui non c’è nulla di goliardico. Persino un artista come Maurizio Cattelan fu aspramente criticato e condannato per l’opera con dei bambini impiccati all’albero. E gli artisti, si sa, vivono anche di provocazioni… Questa è una cosa triste, brutta. È un becero esempio per qualsiasi tifoso. Purtroppo sono cose che accadono solo in Italia. Come vedere gli ultrà obbligare i giocatori a togliersi la maglia. Abbiamo dato troppo potere al tifo violento. Eppure le regole ci sono, bisognerebbe solo farle rispettare, mettere in atto provvedimenti che possano allontanare questi pseudo tifosi dai nostri stadi. Il Daspo non funziona, anzi, è diventato un provvedimento ridicolo ai loro occhi“.

Capello indignato per ultimi episodi di inciviltà – Poi Capello si sofferma sul caso Muntari legato ai cori razzistiÈ successa una cosa gravissima. Ma come si fa a

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dire che è stata soltanto una piccola percentuale dello stadio? Ma che giustificazione è “la percentuale bassa”? Scherziamo? Il razzismo va combattuto e debellato in ogni sua forma. Fermiamo le partite, individuiamo i responsabili e non facciamoli entrare più allo stadio“. Insomma un’ondata di inciviltà rispetto alla quale nemmeno il ricordo di Superga è uscito indenne: Un gesto oltraggioso verso chi ha rappresentato l’Italia in giro per il mondo e segnato la storia del nostro calcio. Non c’è più rispetto per nulla, questa è la cosa che fa più male. Buffon è stato straordinario nel suo intervento e credo che tutti dovrebbero dare il loro contributo per mettere fine all’odio e alla violenza, fisica e verbaleInfine Capello spiega come le cose possano cambiare, prendendo esempio da quanto fatto in Inghilterra: Il rapporto Taylor ai tempi del governo Thatcher in Inghilterra fu molto importante per allontanare gli hooligan. E oggi gli stadi inglesi sono civili e sicuri. E poi penso a quanto successo a Madrid durante Real­Barcellona: Messi dopo il gol ha mostrata la maglia a tutto lo stadio. La reazione è stata un silenzio “rumoroso”. Qui gli avrebbero tirato di tutto e insultato in ogni modo… Ricordo il derby sospeso a Roma per un presunto morto, malgrado il Prefetto stesso intervenne per assicurare che non era vero. Fummo costretti a non giocare dai tifosi. Mi auguro non si ripeta mai più una cosa del genere“.