La Juventus ha perso ieri una gara lottata contro l’Inter di De Boer, ed il day after è quello delle riflessioni. Alcune di queste riguardano il reparto arretrato bianconero, un po’ in calo dopo stagioni incredibili, come ammesso dallo stesso Buffon. La difesa a tre e finita nel mirino, forse non tanto per le prestazioni, quanto per la necessità di aggiungere un uomo davanti. Ecco dunque una lettera davvero significativa scritta da un tifoso juventino alla sua difesa a 3, e pubblicata sulla propria pagina Facebook:
“Cara difesa a tre…
ti scrivo questa lettera per ringraziarti… da quel Napoli-Juventus in cui mister Conte decise di affidarsi a te, la vita della mia Juventus è cambiata. E’ cominciato un ciclo di grandi trionfi… ci siamo ripresi il comando dell’Italia calcistica e stiamo tornando ai vertici dell’Europa… anche quando ti abbiamo prestato alla nazionale italiana hai fatto grandi cose come è successo in Germania dove hai sfiorato una clamorosa qualificazione alle semifinali del campionato europeo…
Cara difesa a tre… un tifoso juventino può solo ringraziarti, può solo ringraziare i principali protagonisti… Bonucci, Chiellini e Barzagli, le tre colonne quasi inamovibili e sostituiti egregiamente in questi anni da gente come Caceres, Ogbonna, Rugani ed ora Benatia…
Cara difesa a tre… hai permesso alla Juventus di vincere cinque scudetti, fra i quali uno da record ed uno rimontando uno svantaggio di dodici punti dalla capolista dopo due mesi di stagione; hai permesso di vincere due Coppe Italia, competizione che mancava a Torino da tanti anni; hai permesso il raggiungimento di una finale di Champions e ne hai sfiorato un’altra, hai permesso alla Juventus di vincere tre supercoppe italiane; hai permesso alla Juventus di tornare ad essere la Juventus dieci anni dopo la punizione subita dalla vicenda Calciopoli… forse anche più forte di prima.

Cara difesa a tre… sono stati cinque stagioni meravigliose, ma forse oggi è il momento di dirci addio…
Perchè te lo dico? Intanto le tre colonne, dopo anni di grandi battaglie, accusano la stanchezza. Chiello e i suoi tanti infortuni, Barzagli ed un’età che non si può nascondere ma che deve essere gestita; Bonucci è ancora al top ma ormai il suo gioco è diventato prevedibile e viene spesso marcato ad uomo quasi come un centrocampista, mentre in Europa, con squadre che pressano con cinque giocatori si soffre perché spesso si giocano pericolosi uno contro uno palla al piede e se sbagli lì… ti puniscono! Inoltre ci sono riserve che scalpitano… Benatia e Rugani sono perfetti per giocare con due centrali, ed abbiamo esterni di difesa perfetti anche per il modulo a quattro…
Dani Alves-Bonucci-Benatia-Alex Sandro
Lichsteiner- Barzagli (rugani)-Chiellini-Evra
due linee difensive perfette ed intercambiabili…. che potrebbero reggere l’urto di qualsiasi attacco anche a livello continentale.

E poi cara difesa a tre… schierarti vuol dire rinunciare ad un uomo in attacco ed il buon Marotta a regalato a mister Allegri un paio di talenti che non possono essere lasciati in panchina… cara difesa a tre.. tre adesso dovrebbero essere i giocatori offensivi..magari non con uno schema fisso, ma cambiando in base a vari fattori…tridente, rombo, albero di natale, sono tutte possibilità che la versatilità della rosa bianconera permette. Cara difesa a tre, anche il centrocampo ha bisogno di un cambiamento dopo le rivoluzioni degli ultimi anni. Non c’è più Pirlo, Marchisio è spesso infortunato, meno qualità, più forza, quindi si deve creare con gli uomini di attacco, quindi… torniamo a quello che dicevamo prima, credo che sia il momento di regalare un uomo al reparto offensivo.
Cara difesa a tre… grazie davvero, sei stata eccezionale e non ti dimenticheremo mai, in qualche momento ti potremmo rivedere ma sarà per un attimo, poi la storia dice che se si vuole realizzare quel sogno chiamato Champions League, questo modulo ha fatto fare belle figure ma non si è mai arrivato alla vittoria…
Cara difesa a tre… ti salutiamo e ti ameremo per tutta la vita,
ma come tutte le grandi storie, prima o poi ci deve essere una fine…”.