Carlo Parola, l’uomo diventato icona Panini: la rovesciata, gli inizi nel ciclismo e la morte in povertà

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Carlo Parola, celebre per l'immagine sull'album Panini

La prima passione di Carlo Parola fu la bicicletta; suo padre, scomparso prematuramente per una crisi cardiaca, ne costruì una con la quale il piccolo si divertiva nel Motovelodromo. In una corsa Torino-Bardonecchia e ritorno, in due tappe, fece cose strepitose, classificandosi primo nella tappa con arrivo a Bardonecchia, terzo in quella con arrivo a Torino, e secondo in classifica generale. Quando si trasferì a Cuneo dovette abbandonare la passione per le corse. Lì, il Motovelodromo non c’era. E qui spuntò il calcio. A dieci anni fondò la piccola squadra del Brianza, insieme ad alcuni amici. La prima vera squadra in cui giocò Carlo Parola fu il Vanchiglia, nel 1935; Parola aveva notevoli qualità e non poteva non essere notato anche dai numerosi osservatori dei grandi club, fra i quali la Juventus. Carletto si trasferì alla squadra del Dopolavoro Fiat e di qui alla Juventus, dopo che l’allenatore bianconero Umberto Caligaris aveva portato ai dirigenti referenze molto positive sul conto del giovane centromediano. Per varie esigenze gli arretrò la posizione, facendolo diventare uno dei più grandi stopper del calcio moderno. Il 3 dicembre 1939 esordì contro il Novara. Il triste giorno della morte di Caligaris, Parola provò un dolore incredibile; non aveva perso solo l’allenatore, ma un secondo padre. Esordì anche in Nazionale grazie a Pozzo. L’ultima sua avventura fu con la maglia della Lazio, una sola stagione dopo le 16 con la Juve. In Italia gli fu affibbiato il soprannome di Nuccio Gauloises riferito alla marca di sigarette che solitamente fumava. Morì in povertà e dopo una malattia il 22 marzo del 2000, a 78 anni.

La sua notorietà è dovuta soprattutto a un caratteristico gesto tecnico, la rovesciata, che il giocatore fu il primo a utilizzare con frequenza nel calcio italiano. Nel corso della partita contro la Fiorentina nel 1950 un gesto che lo renderà celebre. Parola anticipa Egisto Pandolfini spazzando via il pallone dalla sua area di rigore con una strepitosa prodezza. Il destino vuole che quella foto scattata da Corrado Banchi finisca nelle mani di Franco Panini, fratello di Giuseppe, fondatore dell’omonima azienda con sede a Modena. Franco era solito comprare i diritti delle immagini scattate dai fotografi presenti negli stadi, che ritraevano i volti e le gesta degli atleti, ma, almeno inizialmente, quella di Parola, rimase nel cassetto, abbandonata insieme a molte altre rimaste inutilizzate. Un giorno però, riaprendo quel cassetto e riguardando le migliaia di foto presenti, Franco Panini rimane abbagliato da quell’immagine. Si rivolge al reparto grafico della casa editrice chiedendo venga riprodotta in un disegno rimaneggiato, con differenti colori. Dal 1965, la foto di quella rovesciata sarà riproposta in ogni edizione dell’album Panini.