Ne aveva in serbo un bel po’ e le ha elencate tutte duante una conferenza stampa. Pasquale Corvino, ex co-presidente della Casertana ha espresso il suo dissenso nei confronti degli altri soci della società campana, Luca Tilia, Roberto Conte e Stefano Palomba, e adesso la squadra è in pericolo. Di seguito la conferenza stampa trascritta integralmente da ‘TMW’.
“Decisi di prendere il 7% versando solo 50mila euro quando arrivò l’avvocato Tilia, l’unico che si fece avanti per le quote. Ci fu il passaggio da Lombardi a Tilia, il quale mi disse subito che non era in grado di mantenere la società. Da quel giorno sparì. Ci fu un fuggi fuggi generale perché molti calciatori, di fronte ad una situazione non chiara, decisero di prendere altre strade. Da casertano, tutti venivano da me e contattai, a mie spese, uno zoccolo duro di giocatori che poi sono rimasti. Non feci solo in tempo a trattenere Alfageme e Capodaglio, che avevano già preso degli impegni con Padova e Juve Stabia. Ho iniziato ad affrontare personalmente le prime spese ad agosto. Ho pagato 29mila euro per il ritiro della prima squadra, 1250 di consulenti, 2000 per il settore giovanile, che altrimenti neanche sarebbe partito, 13.500 per procuratori e calciatori, 3000 per il ristorante, 2000 per la manutenzione del campo, 4000 per la pulizia e 1500 per le trasferte del vivaio. Ma la società era inesistente e Tilia andava e veniva. Mandai a Tilia una lettera chiedendogli della situazione economico-patrimoniale del club: la società aveva incassato a settembre 24mila euro di sponsorizzazione, 35mila di abbonamenti, 27mila di incassi da botteghino e 86mila dalla Lega. Nella lettera chiedevo conto della fatture emesse e ricevute, del passaggio delle quote con l’aumento del capitale sociale, e della possibilità che elementi della società avessero percepito soldi. Ad oggi non ho avuto risposta e non ho nulla in mano”.
“Tilia mi disse che c’erano queste persone pronte ad entrare, l’ex onorevole Roberto Conte, Stefano Palomba, un avvocato napoletano, e Michelangelo De Rosa. Mi rivelò che avrebbero portato un determinato budget nella società. Questi soci hanno preso il 35% delle quote: un’Assemblea, senza il loro voto, non può essere convocata necessitando del 67% per programmarla, in base al nostro statuto. In casi come questi, non può essere cambiato l’amministratore nè approvato il bilancio. In sostanza, chiunque volesse fare un aumento di capitale, non può farlo. Questo passaggio di quote è stato definito tramite una scrittura privata autenticata dal notaio. Ma è stato un atto illegale ed illegittimo, perché lo statuto parla di “gradimento”: ovvero Tilia, per vendere le quote ad un esterno, aveva bisogno del permesso degli altri soci esistenti. Ovvio che impugnerò questa scrittura. Queste quote sono state pagate 40mila euro, più altri 40mila che dovrebbero essere versati a dicembre. Questi signori hanno bloccato la vita di questa società. Non ho un estratto conto e non so questi soldi che fine abbiano fatto. In cambio del loro ingresso e di un investimento nel club, hanno chiesto a Tilia, proprietario di un locale dismesso a Roma, di avere un comodato d’uso per sei anni sul locale stesso. Il comodato lo hanno avuto, ma non hanno versato nulla nel club di quanto promesso, ovvero 400mila euro. Il settore giovanile lo sto pagando ancora io. Ho convocato tutti i soci: se non facciamo fronte a 212mila euro di spese di giocatori e contributi, prenderemo un altro punto di penalizzazione e ci toglieranno anche le contribuzioni che ci spettano. Poi servono subito 316mila euro di spese da dividere per quote e Tilia, col 56%, dovrebbe cacciare 176mila euro, io solo 18mila, Conte e Palombba rispettivamente 94 e 15mila euro. Di fronte a questa urgenza, Tilia, Conte e Palomba mi hanno detto che volevano uscire. Ho detto che mi sarei accollati i 6mila euro, dando, aggiuntivamente, a Tilia 120mila euro più il 10% del club, e 40mila al duo Conte-Palomba. Tutto questo subito. Un’operazione che nell’arco di una settimana sarebbe costata 500mila euro. Ho detto che non volevo soci, loro mi hanno risposto che ci avrebbero pensato e io ho replicato che si doveva far presto. Non li ho visti nè sentiti per un po’, poi Tilia si è fatto vivo riferendo della disponibilità a cedere le sue quote. Ma io ho risposto che avevo bisogno anche delle quote di Conte e Palomba, non potevo governare solo con il 52%. Successivamente, Palomba mi ha chiesto altri 60mila euro per andarsene, oltre alla cifra già da me proposta. Ho risposto che ero d’accordo, dando la disponibilità a pagare questi 60mila euro in quattro mesi. Conte, chiamato da lui al telefono, ha preteso la cifra subito. E Palomba si è immediatamente alzato e se ne è andato. Ho analizzato le due società, rappresentate da Conte e Palomba nel campo della ristorazione e della vigilanza, che sono entrate nella Casertana. Una di queste ha un capitale sociale di 1000 euro ma ha comprato quote per 40mila euro. Forse entrambi erano venuti per le loro attività imprenditoriali e magari hanno trovato certe difficoltà. E qualche loro finalità è andata a monte”.
“Ora manderò loro una raccomandata in cui li convocherò dal notaio Decimo, a Santa Maria Capua Vetere, per mercoledì alle ore 19. Io mi presenterò coi soldi in tasca. Se non dovessero venire, metterò insieme parecchie prove e li denuncerò per minacce, estorsione, falso e truffa. Ho dato mandato all’avvocato Garofalo di valutare se ci sono gli estremi per questa azione legale. Intanto, o portano i soldi o cedono le quote, non hanno un’altra strada. Di sicuro non posso accettare chi specula per interessi personali. Faccio comunque i complimenti alle due persone che stanno portando avanti il settore giovanile tra mille difficoltà. Il punto di penalizzazione lo avremo. Ma non esiste un terzo scenario: se si avvera, la Casertana sarà morta. Se portano i soldi, potremo accordarci per provare a fare un certo tipo di gestione. Ho però un presentimento: la Lega manderà a breve dei contributi e può essere che questi signori li aspettino per avere altri 2-3 mesi di vita e racimolare quanto possibile. Mercoledì si conoscerà il futuro della Casertana. Ringrazio, oltre a Loffredo, Giovanni Pascarella che ha versato 25mila euro anche se ne doveva tirar fuori 4000. Accetterei solo loro al mio fianco. Ringrazio anche chi mi è stato vicino e voleva aiutarmi, vedendomi bloccato dal ricatto di queste persone. E ringrazio la Senatrice Capacchione che ha fatto anche una interrogazione parlamentare su questo argomento dopo la mia richiesta di aiuto”.