Il 14/o posto della Juventus in serie A non preoccupa Beppe Marotta: “E’ vero – ha detto l’ad bianconero, nelle risposte agli azionisti – che siamo quattordicesimi, ma ci troviamo in una fase molto interlocutoria del campionato, ci sono tantissimi punti a disposizione”. In risposta alle critiche di alcuni azionisti che hanno definito “deludenti le operazioni dell’ultimo mercato”, o rimpianto la partenza di Tevez, Marotta ha replicato: “E’ stato un profondo rinnovamento, non una rivoluzione ma un’evoluzione necessaria per abbassare l’età media della squadra e non farci condizionare dall’eventuale sindrome da appagamento dopo 4 anni di successi. Tevez già a gennaio – ha proseguito l’ad bianconero – aveva chiesto di tornare nel suo Paese e la volontà dei giocatori viene prima di tutto”. Marotta assegna ancora un ruolo di primissimo piano alla squadra di Allegri. “Siamo impegnati in tre competizioni ed il nostro obiettivo è sempre quello di vincere. Molte avversarie si sono rinforzate, ma questo non ci spaventa”.
I casi Cuadrado, Gabbiadini ed Hernanes
Marotta svela alcuni dettagli del mercato juventino: “Non abbiamo alcun diritto riscatto per Cuadrado, è in prestito libero, si è inserito bene. Ha manifestato il piacere di stare con noi e di proseguire in futuro, vedremo poi al momento opportuno con il Chelsea ma è molto probabile una buona conclusione”. Su Gabbiadini invece: “Ha generato una leggera plusvalenza”.
Infine Marotta massacra Hernanes in modo abbastanza inusuale per i suoi attenti discorsi: “prima di tutto, Allegri non ha mai esplicitato la richiesta del trequartista. Nel calcio moderno il compito dell’allenatore è valorizzare la rosa a disposizione. Anche se nel suo modo di giocare può esserci quel profilo. Abbiamo concluso Hernanes in extremis, non era una prima scelta, ma per costruire la rosa: operazione congrua, non dimentichiamoci che ha generato una minusvalenza nell’INter, cioè l’abbiamo pagato meno di quanto valeva a bilancio. Non abbiamo mai pensato di portare a casa un fenomeno, ma può fare comodo nell’economia della squadra”.