Caso Agnelli-biglietti, Taglialatela dell’Antimafia si sfila dalle polemiche – In casa Juventus continua a tenere banco la questione legata ai biglietti e ai presunti rapporti del club bianconero con la criminalità organizzata, che ha portato al deferimento del presidente Andrea Agnelli. Intanto oggi è arrivata la risposta di Marcello Taglialatela, membro della Commissione Antimafia, nei confronti di chi in questi giorni lo ha accusato di non essere proprio imparziale nel giudicare la vicenda. Lo ha fatto intervenendo a ‘Mattina 9′ sull’emittente ‘Canale 9-7 Gold’: “Dimettermi? Non ci penso nemmeno. La mia intervista a La Zanzara ha fatto molto discutere ma vorrei sottolineare come a finire sotto attacco non sono stato io ma la Commissione Antimafia che si è occupata della Juventus, quasi fosse un reato di lesa maestà ascoltare il legale della società bianconera Chiappero. Nei prossimi

giorni in Commissione ascolteremo anche il presidente Andrea Agnelli, non come imputato ma come persona che ci possa raccontare quanto accaduto. Sta emergendo, nella migliore delle ipotesi, un atteggiamento di superficialità che la dirigenza bianconera ha avuto con alcuni capi della tifoseria nella gestione dei biglietti e questo avrebbe portato a rapporti diretti e continuati con un capo ultras che si è scoperto legato alla ‘ndrangheta. L’Antimafia ha il dovere di approfondire queste questioni per evitare che si ripetano in futuro”. Come sappiamo Taglialatela è un grande tifoso del Napoli, così in questi giorni ha fatto discutere una foto in cui si vede lui con una sciarpa un po’ offensiva nei confronti della Juventus. Ma quest’ultimo si difende così: “Si tratta di un’immagine privata che ritrae un momento goliardico. Di sicuro c’è un giudizio morale negativo nei confronti di una società a cui sono stati revocati due scudetti e quindi va tenuta alta l’attenzione per evitare che si possa ripetere in futuro. Affrontare le questioni che riguardano una squadra molto amata in Italia e che ha un potere economico che va oltre l’aspetto sportivo fa sempre un po’ paura, quello che sta accadendo in questi giorni ne è la riprova”.
Caso Agnelli-biglietti, Taglialatela dell’Antimafia si sfila dalle polemiche – Infine nel pomeriggio Tagliatela, che tra l’altro è deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, ha emesso un comunicato in cui annuncia una decisione che fa storcere un po’ il naso: “La strumentalizzazione che c’è stata, soprattutto sui social media, della presenza dei vertici della società Juventus nella Commissione parlamentare antimafia, le battute che mi sono state strappate da un’emittente radiofonica e quelle, completamente inventate, che sono seguite nei giorni successivi, m’inducono a chiarire alcune cose: non ho mai chiesto la convocazione dei vertici della società bianconera in commissione; non ho posto domande al

legale suo nel corso dell’audizione; non ho chiesto la convocazione del presidente Agnelli; ho profondo rispetto per tutte le tifoserie calcistiche e sportive e, se fosse stato percepito un mio comportamento ostile preconcetto chiederei scusa a chi si è sentito offeso. Ma ad evitare che la gente di fede bianconera, anche elettori di FDI, sulla scorta di quanto narrato in queste ore possa non sentirsi garantita dalla mia presenza in commissione, anche dopo essermi consultato con il presidente Meloni e il capogruppo di FDI Rampelli ho deciso di non partecipare ad alcuna riunione che fosse convocata dalla presidente Bindi con all’ordine del giorno le vicende della società juventina. Continuerò con orgoglio a svolgere il mio lavoro in questa commissione d’inchiesta per contrastare la criminalità organizzata, la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, la sacra corona unita, a scrivere nuove pagine sulle collusioni con il potere e con pezzi dello Stato”.