Caso Ancelotti, parla il figlio: “la verità sul clan interno al Bayern”

“Meglio tacere, tornero’ nel 2018” le parole pronunciate ieri a Gerusalemme da Carlo Ancelotti, le prime dopo l’esonero dal Bayern. “Brutto, e anche incomprensibile, che nel nostro caso si parlasse di clan” quelle del figlio Davide in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. C’e’ dunque delusione ed allo stesso tempo voglia di rivincita dopo questo primo esonero della carriera per l’ex allenatore di Milan, Juventus, Chelsea, Paris Saint Germain e Bayern Monaco. “Delusione? C’e’ di peggio nella vita” ha detto Carlo, che a Gerusalemme e’ stato con i bambini che ha definito “puri” per mantenere la promessa di una visita al playground che accogliera’ giovanissimi di diverse lingue e religioni. “Hanno parlato in tanti di tattiche sbagliate, di tradimenti, di congiure, di preparazione sbagliata. Tutti hanno parlato ed io ho pensato che per me adesso e’ il momento di riflettere. Pavese diceva ‘tacere e’ una virtu” e c’e’ anche una frase che dice ‘un bel tacere non fu mai scritto’, ecco meglio tacere pero’ si continua questo e’ sicuro. Non subito, cosi’ possono stare tutti tranquilli, ma il prossimo anno ripartiamo” ha aggiunto Carlo, facendo intuire che avrebbe molto da dire e da rispondere ma che per il momento preferisce non farlo. Unica battuta sul calcio italiano la concede per fare i complimenti al Napoli ed al tecnico Sarri. “Sono ancora sotto contratto, non posso parlarne ed e’ pure presto per farlo. Anche questa esperienza ci servira’. Il futuro? Non so, ma credo che papa’ torni a Vancouver. Poi dalla prossima stagione ricominciamo” le parole di Davide Ancelotti alla Gazzetta. (ITALPRESS).