CASO BIGLIETTI-AGNELLI – Nuova puntata della vicenda che vede coinvolta la Juventus nella gestione anomala di una parte dei biglietti dello JStadium. Intervistato da ‘Radio Kiss Kiss Napoli’, Marco Di Lello, segretario della Commissione parlamentare Antimafia, ha parlato dei contatti tra Andrea Agnelli e Rocco Dominello: “Ho preferito non rispondere al dottor Uva, trovo sorprendente che la Federcalcio sminuisca quanto stiamo facendo dopo aver deferito il presidente della Juventus e altri suoi dirigenti. Penso che in Italia il calcio davvero venga prima di tutto, noi stiamo facendo un lavoro importante su tante cose, ma il livello d’attenzione mediatica su questa indagine è molto alta”.

Sulle intercettazioni: “Noi abbiamo tutto il materiale probatorio, comprese delle intercettazioni di agosto scorso che riguardano il presidente Agnelli ed altri dirigenti della Juventus. Il tema dell’incontro sia un tema che si risolve alla radice, c’è un dirigente della Juventus che ha ammesso di aver accompagnato Dominello e un altro capo ultrà da Agnelli presso la sede della società”.
Di Lello ha poi spiegato il motivo per cui la Juventus non vuole patteggiare, accusando i bianconeri: “Capisco perché non vogliano patteggiare. Perché l’atto di accusa non solo dice che hanno intrattenuto in violazione della norma rapporti con il tifo organizzato, per quanto vietato. L’atto di accusa dice che hanno collaborato con la criminalità organizzata. Accusa molto grave, capisco che la Juve si voglia difendere. Altrimenti si sarebbe arrivati in tempi brevi al patteggiamento, in presenza di un fatto acclarato”.





























