Caso Gabigol, Vecchi rifila una bordata al brasiliano: che attacco!

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Gabigol magari sperava di entrare come tutti, magari aveva altre aspettative, ma erano anche altre le aspettative nei suoi confronti da parte dei tifosi e del club. Non e’ sempre colpa dell’allenatore. In questo organico ci sono giocatori come Icardi che fanno 25 gol a stagione, Eder che gioca benissimo, col Sassuolo entrando, oggi dall’inizio, c’e’ l’eccezionale Palacio che sta fuori e si allena a mille all’ora. Dovrebbero essere da esempio per i giovani”. Stefano Vecchi non puo’ godersi appieno il ritorno alla vittoria dopo oltre due mesi dell’Inter perche’ deve far fronte alla nuova grana Gabigol: il brasiliano ha lasciato la panchina e fatto rientro negli spogliatoi prima del triplice fischio di Di Bello, proprio quando, con l’ingresso di Banega per Medel, erano finiti i cambi.

Io partirei dalle piccole cose, dai particolari e anche dal modo in cui la societa’ si comportera’ con Gabigol – sottolinea il tecnico nerazzurro ai microfoni di Premium Sport dopo il 3-1 dell’Olimpico contro la Lazio –. La societa’ prendera’ dei provvedimenti, come ha fatto anche nel passato, magari senza che si sapesse in giro. C’e’ chi continua a fare certe cose nonostante le multe, poi sta ai giocatori comportarsi in maniera professionale. Bisogna sistemare le piccole cose, questa e’ l’occasione per sistemare le cose che non funzionano”.

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Per Vecchi la vera Inter e’ “un po’ di quello che si e’ visto domenica scorsa e un po’ di quella che si e’ vista oggi. La squadra non riesce a giocare con continuita’, non riesce a gestire le partite. Un po’ perche’ hanno qualita’ individuali spiccate, meno di palleggio, un po’ perche’ si presta fianco a qualche errore. Oggi – continua – e’ stata una partita accorta e attenta, vinta perche’ abbiamo tirato fuori delle energie che ultimamente non erano state tirate fuori”.

Di personalita’, secondo Vecchi, “quest’Inter ne ha, mi piacerebbe rendere merito a chi questa maglia l’ha indossata da sempre, come Andreolli e Santon, che non giocava da mesi, come Pinamonti, frutto del nostro vivaio; e poi oggi hanno giocato veramente bene in tanti, hanno disputato una buona gara”. L’Inter, dal punto di visita fisico, “anche col Sassuolo e’ andata bene. Il Sassuolo e la Lazio sono piu’ organizzati, noi con tanti allenatori, ognuno cerca di portare il suo e non e’ facile sotto certi aspetti. Come si motiva la squadra? Nella voglia di non fare brutte figure e nell’entusiasmo di vivere queste esperienze al massimo, qualche conoscenza nostra e cercando di responsabilizzare i giocatori, che non possono avere questa classifica”. (ITALPRESS)