Caso Juve-biglietti, Agnelli a testimoniare: “Nessuna pressione né su di me né sui dipendenti”

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Caso Juve-biglietti, Agnelli a testimoniare – Con la sconfitta di ieri sera sul campo della Roma, la Juventus è stata costretta a rimandare la propria festa scudetto a domenica prossima, quando i bianconeri ospiteranno il Crotone allo Stadium. Intanto oggi l’attenzione dei media si è spostata sul fronte societario della Vecchia Signora, visto che il presidente Andrea Agnelli ha rilasciato la sua testimonianza al processo ‘Alto Piemonte’, in cui è stata tirata in ballo anche la Juve per i suoi presunti rapporti con esponenti della ‘ndrangheta nella vendita dei biglietti. Stando alle prime indiscrezioni riportate da ‘La Gazzetta dello Sport’, il numero uno bianconero avrebbe detto che non c’è stata nessuna

LaPresse/Daniele Badolato
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pressione di tipo mafioso né su di lui né su nessuno dei 700 dipendenti della Juventus, solo quattro o cinque incontri con Rocco Dominello e altri capi ultrà per normali questioni di tifoseria. Come sappiamo Dominello è l’imputato che, secondo l’accusa, tentò di infiltrarsi nel business del bagarinaggio per conto delle cosche. Ma dal canto suo Agnelli avrebbe detto di non saperne nulla, descrivendo Dominello come un rappresentante della tifoseria molto garbato. Il presidente della Juve avrebbe aggiunto di avere incontrato Rocco Dominello due volte insieme ad altre persone: l’ultras Fabio Germani, imputato in ‘Alto Piemonte’, e il security manager della società bianconera Alessandro D’Angelo. Una di queste è stata in occasione delle festività di fine anno, in cui Agnelli ha raccontato di aver ricevuto in dono un cesto natalizio. Nel corso dell’audizione le parti hanno anche parlato degli “ottimi rapporti” fra Dominello e l’allora allenatore della Juve Antonio Conte, per il quale il sostegno della tifoseria era molto importante.

Caso Juve-biglietti, Agnelli a testimoniare – Sempre come ci riferisce ‘La Gazzetta dello Sport’, ecco il commento di Ivano Chiesa e Domenico Putrino, avvocati di Rocco Dominello: “Abbiamo chiarito tutto. Rocco è un incensurato che non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata. Ci sono pentiti che escludono che sia un mafioso. Il papà di Rocco, Saverio, ha scontato una condanna inflitta nel 1982 e, anche se adesso è imputato, fino a prova contraria è un cittadino come tutti gli altri: Rocco è sotto accusa solo per il suo vincolo di parentela, e questo è inaccettabile”. I legali hanno anche sottolineato che “Agnelli ha detto che non ci sono mai state pressioni mafiose su nessuna delle 700 persone dello staff della Juventus”, e che “dalla questura, nonostante i continui contatti, non sono mai arrivate informazioni sulla presunta appartenenza di Dominello alla ‘ndrangheta”. Staremo a vedere.