“Se non ci danno il Tardini non vuol dire che ci ritiriamo, ma che ci stanno costringendo a farlo”. Dovevano spiegare le ragioni del proprio ritiro dalla proibitiva corsa per l’acquisto del Parma evitando cosi’ il fallimento della societa’, presentare il programma e il progetto per la rinascita dalla Serie D. La conferenza di Giuseppe e Giovanni Corrado, tenutasi in una sala dell’Hotel Villa Ducale e durata per oltre due ore e mezza (presenti anche una cinquantina di tifosi), si e’ trasformata invece in un durissimo attacco all’amministrazione comunale e al sistema Parma. “Ieri ho avuto un incontro con l’Assessore allo Sport Giovanni Marani – ha raccontato il figlio del manager di The Space Cinema – che mi ha detto che era in difficolta’ e non voleva farmi perdere tempo, perche’ aveva ricevuto un veto da parte di altri membri del consiglio comunale sulla possibilita’ di concedere alla mia cordata lo Stadio Tardini. E’ la Figc che decide l’affiliazione, ma mi ha detto che hanno gia’ preparato una lettera con la quale daranno la disponibilita’ del Tardini solo alla cordata di imprenditori locali, denominata Parma 1913”. Ovvero ad un progetto portato avanti da alcuni imprenditori locali (inclusi Barilla, Del Rio e Pizzarotti) con una parte legata a un azionariato popolare. “Ci siamo preparati, abbiamo messo le scarpette e la maglia ma quando siamo usciti dallo spogliatoio e siamo arrivati in campo ci hanno detto che non possiamo giocare – ha continuato, con una metafora, Giuseppe Corrado – Noi non possiamo tradire i nostri tifosi, non permettendo loro di seguire la squadra al Tardini”.
Durante la conferenza il manager ha anche parlato del proprio progetto, che prevedeva Alessandro Lucarelli come guida in mezzo al campo e con un allenatore e un direttore sportivo che sono gia’ stati contattati, ma che non sono stati menzionati in quanto sotto contratto con altre societa’, e quindi i Corrado hanno evitato, a loro dire, di metterli in difficolta’ con i rispettivi club. Si e’ anche parlato di una collaborazione gia’ intavolata con l’Atalanta per l’utilizzo delle giovani promesse del club bergamasco per ripartire dalla Serie D, ma come detto il manager e’ stato chiaro: “Se non ci danno il Tardini non vuol dire che ci ritiriamo, ma che ci stanno costringendo a farlo”.