“Il Parma era come il Titanic sapevo come sarebbe andata a finire. Quando mi è stato chiaro? Qualche anno fa. Ghirardi mi chiese di prestargli centomila euro per pagare un premio che aveva promesso alla squadra. Ci ha messo tre anni a ridarmeli, e senza neanche un grazie. Tirò fuori la storia della liquidità. Al Parma nessuno ha mai detto: non ci sono soldi. Si è sempre parlato di un problema di liquidità. Io nella mia ignoranza non ho mai capito: Ghirardi e Leonardi dicevano di fatturare 70-80 milioni eppure in cassa non c’erano neanche 50 euro per fare benzina al furgone dei magazzinieri” sono le parole di Sandro Melli al Corriere dello Sport.
Il Team manager ha attaccato duramente la gestione di Ghirardi, spiegando: “è una storia che è cominciata nell’anno di Colomba, il 2011. Ci hanno tolto le carte carburante e dovevamo anticipare noi i soldi per la benzina. Ma farsi rimborsare diventava sempre più complicato. Ad anticipare i soldi ci pensavano i dipendenti. Io, il segretario, i magazzinieri, gli osservatori. Chi c’era. Poi tutte le volte che c’era una scadenza, arrivava il rinvio. Dovevano pagare i giocatori? Li chiamavano in sede e gli chiedevano di spalmare il contratto: avrebbero preso meno ma per un anno o due in più. Così la corda si allungava. Ma prima o poi qualcuno si sarebbe impiccato”.
Melli ha affermato: “era la stagione del Centenario – ricorda Melli – e Leonardi voleva che fosse ricordato come l’anno più bello della storia del Parma, e non ha badato a spese. Un disastro epocale. A noi poi non mancava niente: tutto extralusso, alberghi a cinque stelle, due charter. Una gestione folle”. Poi ancora su Ghirardi: “diceva che c’erano problemi di liquidità, ma la società era solida, stabile. In realtà rispettavano soltanto quelli che chiamavano ‘pagamenti obbligatori’, cioè gli stipendi ai tesserati e quelli dei dipendenti a tempo indeterminato, perché hanno dietro sindacati forti. Sbandieravano gli investimenti, il nuovo centro di Collecchio. Il ristorante, con lo chef stellato e 150-200 coperti al giorno, senza una sola entrata. Come poteva durare? L’avevo capito dal preritiro dell’anno scorso – ha detto ancora Melli – Vedevo che ogni giorno il Parma comprava sette, otto, dieci giocatori, e quasi tutti di scarso valore tecnico. In quel momento ho capito che non c’era via d’uscita. E ho smesso di riconoscere Ghirardi e Leonardi come miei dirigenti”.