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Prevista per domani la sentenza. Il presidente della Lega Pro accusato di essere “venuto meno ai suoi doveri di imparzialità'”
E’ di 8 mesi la richiesta di inibizione avanzata dal procuratore federale, Stefano Palazzi, per il presidente della Lega Pro e vicepresidente federale, Mario Macalli, al processo relativo al caso dei marchi del Pergocrema. Il dibattimento e’ finito, dopo circa tre ore, e ora il Tribunale Nazionale Federale della Figc, presieduto da Sergio Artico, si e’ chiuso in camera di consiglio. La sentenza non sara’ emessa prima di domani. Macalli, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni all’uscita, e’ accusato dalla procura di essere “venuto meno ai suoi doveri di imparzialità'”. Secondo gli inquirenti Macalli “stabili’ chi dovesse svolgere l’attivita’ calcistica professionistica nella citta’ di Crema e con cio’ venendo meno al suo ruolo di imparzialita’ quale presidente della Lega Pro e vicepresidente della Federcalcio e in conflitto di interessi per l’acquisizione di marchi relativi e denominazioni di societa’ sportive rimanendo a tutt’oggi titolare di tre dei quattro marchi registrati a suo nome”. Nel corso dell’udienza, stamane, e’ stato sentito in qualita’ di testimone il presidente della Pergolettese (ex Pizzighettone), Cesare Angelo Fogliazza. Qualora dovesse essere accolta la richiesta di Palazzi, alla quale l’avvocato di Macalli, Cesare Di Cintio, si e’ opposto chiedendo l’assoluzione, il numero uno della Lega Pro rischierebbe la decadenza dalla carica di numero uno di Lega.