“Il mio amico Luciano è un uomo solo al comando nel pianeta Roma. Ricordo la serie C, terza di campionato, Empoli-Como. Perdiamo per colpa di una doppietta di un altro vecchio amico, Cecconi. Spalletti a fine gara mi dice: ‘Fabrizio, se vuoi ti scrivo la lettera di dimissioni’. Gli rispondo secco: ‘Ma che sei diventato bischero! Ride ben chi ride l’ultimo’. Fummo promossi battendo ai play-off il Como” sono le parole di Fabrizio Corsi, presidente dell’Empoli, su Luciano Spalletti in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.
Il numero uno del club toscano ha parlato anche del caso scoppiato alla Roma tra il tecnico giallorosso e Francesco Totti, dichiarando: “Totti? Gli intitoleranno una strada, uno stadio, la sede della Roma ma se oggi dovessi affrontare i giallorossi e vedessi Totti in campo dal primo minuto sarei un presidente felice perché avrei un vantaggio. Il problema è che la società non aiuta Luciano. Un dirigente dovrebbe passare per le camere alle undici di sera. E se qualcuno gioca a carte avanti con le multe. Invece Spalletti deve fare anche il dirigente”.
Corsi ancora su Spalletti: “Non smette mai di studiare. Nell’anno in cui è stato fermo è andato in giro a guardare i più bravi. Ci sono suoi colleghi che magari hanno vinto un titolo e si sentono fenomeni. Come se il calcio finisse con loro. Se Luciano resterà alla Roma il prossimo anno inventerà qualcosa di nuovo tatticamente. Roma-Napoli? Di sicuro non finisce 0 a 0. Immagino un pareggio. E non è certo una bella notizia per Spalletti”.
Infine, il commento particolare sulla lotta scudetto e la squalifica di Higuain: “Il Napoli poteva vincere lo scudetto. Ma non è colpa di Sarri o dei giocatori. Il problema è l’ambiente. Quello bianconero regala dieci punti in più alla Juve. Un Higuain con la maglia della Juve non sarebbe esploso beccandosi tre turni di squalifica. C’è troppa pressione intorno alla squadra”.