Ieri sera a “Poi c’è Cattelan” era presente l’allenatore della Sampdoria Sinisa Mihajlovic. Su Sky Uno Alessandro Cattelan ha intervistato il ct blucerchiato che tra dichiarazioni sul calcio e extra calcistiche ha regalato agli spettatori aneddoti particolari. Dalle sue mitiche punizioni, sulla quale ha dichiarato: ““E’ vero, i tifosi del Crvena Zvezda si abbracciavano prima ancora che tirassi le punizioni. La mia zolla preferita? Più lontano era dalla porta e meglio era per me”. All’inevitabile accento sul super Persidente Massimo Ferrero: “E’ un grande. La canzone che gli dedicherei? L’inno della Stella Rossa”. Sul suo rapporto con i giocatori ha poi commentato: “Si vestono malissimo, li prendo sempre in giro dicendo che si vestono al buio senza guardarsi allo specchio“.
“Ai miei figli ci pensa mia moglie,- ha commentato parlando della sua vita privata – io do solo qualche regola quando torno a casa. Sono educati perché non hanno preso da me: una volta vidi mia figlia baciarsi con un ragazzo, andai da lui e gli chiesi che cazzo stava facendo lì. Ebbe paura, poi gli ho spiegato che stavo scherzando. Ma sono anche romantico: sono andato dai miei suoceri a chiedere la mano di mia moglie”.
Sinisa poi racconta stralci della sua vita da bambino- calciatore prodigio. “Colpivo i campanili delle chiese per diventare capitano delle squadre, era un modo di sfidare i miei compagni”.
Non èmancata la solita sfida porposta da Cattelan a tutti gli ospiti in studio. Tra Cattelan e Mihajlovic la sfida era quella (già persa in partenza dal presentatore) dal tetto di un palazzo di centrare le piscine per bambini che si trovavano di sotto. Punizioni dal balcone per i due, inutile commentare la prestazione di Sinisa.