Torino, un flop che deriva da lontano: “randellatori” ed errori di Petrachi

Il tecnico del Torino Sinisa Mihajlovic è sulla graticola. La sua posizione è davvero molto traballante ed anche le sue recenti esternazioni aprono a riflessioni davvero molto importanti dal punto di vista tattico e del calciomercato. Sono due i cardini del discorso fatto da Sinisa nel post gara del recente pari con l’Atalanta: “vorrei un calcio più offensivo” e “Belotti non ha tutte le colpe per l’astinenza, dipende anche dai palloni che gli arrivano”. Due frasi sacrosante, tutto vero, ma il problema è evidente e non solo da pochi giorni, bensì da inizio stagione. Il calciomercato è stato pessimo ed ha “regalato” si fa per dire, un centrocampo Mihajlovic pieno di randellatori.

LaPresse/Fabio Ferrari

Acquah, Obi ed Rincon, tutti ottimi calciatori intendiamoci, ma non sono certo costruttori di gioco, anzi tutt’altro. Una squadra da retrocessione ne può sostenere due in contemporanea, una squadra che vuole offrire un calcio offensivo come sostenuto da Mihajlovic assolutamente no! I palloni a Belotti non arrivano coi tempi giusti? Chissà come mai. Si parla tanto di un Torino d’alto livello, ma per fare il salto di qualità non si può scendere in campo con due incontristi in mediana. Calciatori che parlano una lingua calcistica diversa rispetto a Baselli. Quando si tratta di attaccare con veemenza, affidandosi alle doti di Ljajic e Iago Falquè, il Torino si rende molto pericoloso. Ma in fase di palleggio, nel costruire pericoli con il possesso, ci sono lacune importanti, lacune che hanno nomi e cognomi. Per gennaio la strada sembra tracciata, Petrachi deve imperativamente andare all’assalto per un centrocampista di qualità, dato che Valdifiori sembra un regista sul viale del tramonto.