Convenevoli, paci false e sorrisi di facciata. Tutti i tifosi juventini, anzi, tutti i tifosi del calcio italiano, sperano che non siano questi i presupposti del recuperato, se mai ce ne fosse stato bisogno, rapporto tra Andrea Pirlo, il miglior calciatore azzurro degli ultimi dieci anni, e Massimiliano Allegri, attuale allenatore della Juventus, con un passato importante al Milan.
Proprio in rossonero fu, di fatto, il mister toscano a sentenziare la parola fine alla stupenda, fino ad allora, avventura di Andrea Pirlo al Milan. Il calcio è strano, ed i due si sono ritrovati poi in bianconero, in cui il regista ha vissuto una seconda giovinezza, vincente ed estremamente stimolante, alle dipendenze di Antonio Conte, probabilmente insieme a Mazzone il tecnico più energico avuto in carriera dal numero 21 più celebre al mondo.
Dopo la “pace” del pre-campionato, è arrivato l’infortunio per Pirlo. Pronti-via e la Juve di inizio campionato è un fenomenale rullo compressore, una squadra dai meccanismi e dagli automatismi perfetti, che ha trovato in Claudio Marchisio il rimpiazzo dell’insostituibile Andrea. E mica tanto insostituibile! La prestazione opaca in Juve-Roma, culminata con la sostituzione nel momento cruciale della partita e quella orrenda di Reggio Emilia lo scorso sabato, sono segni di un declino? Di uno scarso stato di forma? O di una sofferenza rispetto ad un tecnico che forse ha rappresentato un ostacolo nella carriera di un calciatore meraviglioso ed incantevole come Pirlo?
Questo non lo sapremo mai, ma certo è che Allegri le sue decisioni le ha già prese e le sue valutazioni le ha già fatte: il fuoriclasse azzurro, con ogni probabilità, non sarà della partita in Coppa Campioni contro l’Olympiacos, nella”sua” Atene. Insomma, Pirlo è stato bocciato da Allegri.
Titolare con il Sassuolo, fuori in un match importantissimo di Champions League. Se la linea del mister bianconero non è ancora chiara, poco ci manca.