Cesena, Lugaresi tuona contro il Parma

"Se la situazione del Parma condiziona il campionato? Sì!"

“Abbiamo dato continuita’ alle nostre prestazioni, ottenendo quattro punti in casa nelle ultime due partite, nel ritorno ci stiamo ben comportando e stiamo risalendo la china”. Il presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi, si dice soddisfatto del rendimento dei romagnoli, fermati ieri in casa dal Palermo. “Se la situazione del Parma condiziona il campionato? Si’, perche’ ha saltato due partite e le dovra’ recuperare in una data infrasettimanale – spiega il numero uno bianconero a ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno – e poi ho letto che i giocatori sono mesi che non parlano di calcio ma ovviamente di motivi interni. Tutti queste motivazioni non permettono di avere la mente sgombra e qualcuno di loro ha detto gia’ che vuole andarsene”. Il Cesena ha detto no la scorsa settimana al ‘salvataggio’ del Parma da parte della Lega calcio: “Sono dell’idea che dobbiamo lavorare nel rispetto delle regole, che debbono essere seguite al cento per cento, e non dare un cattivo esempio come spesso capita in Italia, mettendo una toppa su un canotto con cento buchi. C’e’ bisogno di scelte coraggiose, anche impopolari, e pazienza che sia coinvolta una societa’ gloriosa come il Parma. Le regole valgono per tutti. Defrel? Aspettiamo un interlocutore a giugno, che sia il curatore fallimentare o una nuova societa’, ma quello e’ l’ultimo dei nostri pensieri per quanto riguarda il Parma, al quale e’ stato permesso di iscriversi con un indebitamento fuori dal normale e le nostre regole non hanno impedito nemmeno di rinforzare la squadra, senza far sapere agli stranieri che non c’erano i soldi. E noi ce li siamo trovati contro: le anomalie sono troppe”.

Sempre secondo Lugaresi, “la gestione del calcio e’ in mano a persone che hanno perso il lume della ragione, e’ una malsana abitudine spendere sempre di piu’, e qualcuna spera nel colpo di vendere un giocatore per fare poi una plusvalenza”. Per Lugaresi, che scherzosamente si augura l’arrivo di un cinese a Cesena, ci vorrebbe un cambio di governance nella Lega e nella Figc: “Ma non e’ semplice. Io ho votato Tavecchio ma perche’ non abbiamo avuto alternative. Prima delle elezioni non ho mai conosciuto Albertini ed il suo programma, l’Aic, sul caso Parma, si e’ fatto sentire solo a febbraio ma avrebbe avuto l’obbligo morale di informare i tesserati che non avrebbero avuto gli stipendi. Ragioniamo con componenti legati a vecchissimi canoni, anche se Tommasi e’ giovane. E Donadoni, che stimo moltissimo e che e’ stato anche il ct azzurro, doveva denunciare gia’ ad ottobre il mancato versamento degli stipendi, senza arrivare a febbraio”.