Cessione Bologna, tensione tra Montaquila e Grassani

Botta e risposta sul futuro del Bologna Calcio tra Piero Montaquila, ex portiere che afferma di parlare a nome di un gruppo di ‘imprenditori romani’ interessati ad acquisire le azioni del Bologna Fc 1909 spa, e l’avvocato Mattia Grassani, che tutela gli interessi del club e gestisce le trattative per la cessione del pacchetto di maggioranza. “Abbiamo depositato da una settimana in una banca di Bologna 15 milioni, fra obbligazioni e contanti, per fare l’aumento di capitale e prendere il controllo del club – dice Montaquila ai giornalisti – I conti li abbiamo già visti, adesso è Guaraldi che ci deve dare una risposta“. Grassani, con una dettagliata nota diffusa stasera sul sito web rossoblù, replica che l’informazione sui 15 mln è di oggi, “mai comunicata prima“, e che gli imprenditori romani “sono allo stato sconosciuti“. Il legale spiega di aver ricevuto a fine giugno nel proprio studio un gruppo di persone che fanno capo a Montaquila: Paolo Di Stanislao, ex presidente del Lanciano e del Casale, e Said Ansary Firouz, portavoce dell’anglo-iraniano Shahrdard Golban, “coinvolto nel 2009 nel trasferimento delle quote del Ssc Venezia, conclusosi con il fallimento della società lagunare“. Montaquila rivendica la serietà del gruppo e parla di “contatti impossibili” con il presidente Albano Guaraldi, che rientrerà dalle ferie il 25 agosto. Grassani replica che ad oggi “non è stata comunicata alcuna accettazione del prezzo di trasferimento delle azioni richiesto (e non certo di una ‘buonuscita’ per Guaraldi), nemmeno sotto forma di controproposta, così come nessuna fidejussione è stata predisposta dal gruppo interessato all’acquisto“. Al legale sono stati effettivamente recapitati documenti, ma – afferma – “non idonei a soddisfare i requisiti stabiliti“. Ogni manifestazione di interesse senza il rispetto delle condizioni “non può essere presa in considerazione“, aggiunge Grassani, che annuncia azioni legali contro dichiarazioni “parziali, distorte e decettive“.