Cessione Milan, gli occhi di Bankitalia per verificare se i soldi di Mr.Li sono ‘puliti’: i dettagli

Cessione Milan – Dopo la pausa per gli impegni delle Nazionali, il Milan affronterà l’ultima parte di stagione con l’obiettivo di centrare quella qualificazione europea che manca ormai da troppi anni al club rossonero. Fuori dal campo continua a tenere banco il futuro societario del Milan, dopo le ultime importanti novità: nella giornata di ieri il Cda del club rossonero ha convocato l’assemblea dei soci per il 14 aprile, data in cui è stato fissato il closing. Per reperire tutti i fondi necessari a completare l’acquisto del Milan, Yonghong Li ha deciso di farsi aiutare dal fondo Elliott, che ha prestato al broker cinese ben 303 milioni di euro, ovviamente da restituire con interessi altissimi. Ma in questi mesi sono stati mossi diversi dubbi sulla provenienza di questi soldi, e a tal proposito ci sono da registrare delle buone nuove.

LaPresse/Spada
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Cessione Milan – Stando a quanto riportato da ‘Repubblica’, toccherà all’Unità d’informazione finanziaria della Banca d’Italia verificare la “lecita provenienza dei fondi” utilizzati da Mr.Li per comprare il Milan. I documenti che attesterebbero la correttezza dell’operazione, depositati più di una settimana fa alla procura di Milano da Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi, sono arrivati sul tavolo di Bankitalia, la quale ora dovrà verificare che questi soldi arrivino da canali leciti. I documenti in questione riguarderebbero le prime due caparre da 100 milioni di euro l’una, versati da Yonghong Li nelle casse di Fininvest come caparra. Se la correttezza della provenienza di questi soldi verrà confermata, allora non ci saranno più dubbi sull’operazione. Mentre, in caso contrario, il lavoro ispettivo verrebbe mandato ai magistrati per l’apertura di un’inchiesta. Staremo a vedere.

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