Chapeau Buffon: “vi spiego perchè andai in B con la Juve”

Il capitano della Juventus Gigi Buffon ha parlato oggi ai baby tifosi bianconeri in una conferenza intitolata JKids

Grande giornata allo JKids per un gruppo di bambini che sono riusciti ad intervistare il loro idolo, il capitano della Juventus Gigi Buffon. Il portierone non si è sottratto alla trafila di domande e, anzi, ha prestato il fianco a risposte molto importanti e significative: “I ricordi più belli? L’esordio in Serie A e quello con la Nazionale in Russia, ma anche la vittoria della Coppa UEFA col Parma ed il primo scudetto. La partita contro il Real, il Mondiale, la vittoria della Serie B, il primo scudetto dopo la B, quelli recenti e tanti altre ancora”.

“Spero quando smetterò di avere le idee un po’ più chiare. Ora dopo 20 anni di carriera l’idea di ricominciare non mi entusiasma”, spiega ad un ragazzino che gli aveva chiesto se pensasse di fare l’allenatore una volta ritiratosi. “Questo è il lavoro più emozionante del mondo, smettere mi costerà tanto. Per ora ancora non lo so, stiamo a vedere. Se non fossi diventato calciatore? Mi sarebbe piaciuto diventare un insegnante di educazione fisica, visto che provengo da una famiglia di sportivi. Allora mi piaceva anche il basket ma col tempo oltre al calcio mi sono avvicinato più al tennis”.

Poi spiega i segreti di un bravo portiere e l’importanza delle prestazioni: “Dove buttarsi prima del tiro di un attaccante un po’ si capisce dalla postura, anche se quelli più forti celano fino in fondo le loro intenzioni. A volte mi viene un po’ voglia di uscire dai pali, ma é un pensiero un po’ pazzo, da grande non lo posso seguire. Un mio errore non condiziona la prestazione, posso forse risentirne in quella dopo. Quando sbaglio la prima cosa che faccio è mettermi in discussione un po’, e divento più pensieroso. I momenti più difficili, per ogni sportivo, sono quelli in cui non senti dentro di te il fuoco sacro della competizione”.

Infine un messaggio importante per tutti i giovani tifosi bianconeri: la spiegazione della scelta di rimanere anche in Serie B dopo aver vinto i mondiali, al top della forma: “L’ho fatto perchè pensavo a voi bambini e credevo che in certi momenti c’era bisogno di sostituire le parole con i fatti”. Chapeau.