Chapecoense, il patron: “non vogliamo favori, non sarebbe giusto”

Ivan Tozzo, presidente della Chapecoense, ha parlato per quanto riguarda l'eventuale blocco delle retrocessioni "non vogliamo un trattamento di favore"

Le dimostrazioni d’affetto arrivate dopo la tragedia che ha colpito il mondo della Chapecoense hanno sicuramente fatto piacere e hanno contribuito alla voglia di lottare, di andare avanti, di ricostruire. Ma un moto d’orgoglio frena gli animi del patron Ivan Tozzo.

Il presidente della squadra brasiliana ha preso un aposizione chiara e inequivocabile e ha spiegato le sue motivazioni in una lunga intervista al quotidiano spagnolo ‘Marca’. “Ho perso parte di una grande famiglia, perché la Chapecoense era una famiglia. Non accetteremo giocatori già consacrati perché non abbiamo mai avuto giocatori del genere”, spiega.

“Sappiamo tutti che siamo un club modesto e non possiamo permetterci il lusso di pagare una fortuna come fanno le grandi squadre. Probabilmente ricorreremo a giovani professionisti, giocatori della Seconda Divisione o che non trovano spazio in Prima. Speriamo che in poco tempo il club sia di nuovo competitivo”, spiega Tozzi. Chiediamo che non ci siano retrocessioni perché non vogliamo un trattamento di favore. Dopo di questa tragedia, nessuno si dimenticherà della Chapecoense”.