Che amarezza per Moratti la freddezza dei tifosi dell’Inter…

I tifosi della Curva Nord, il settore più caldo della San Siro nerazzurra, hanno salutato con scarso trasporto Massimo Moratti che dopo diciotto anni ha consegnato le chiavi dell’Inter ad Erick Thohir. Il petroliere esce dalla stanza dei bottoni per assumere l’incarico, formale ma privo di sostanza, di presidente onorario. Il sentimento che anima i sostenitori era stato già espresso con lo striscione esibito al Meazza in occasione del match casalingo contro il Livorno. Frasi che avevano amareggiato l’ex proprietario, come ha ripetuto oggi il figlio Angelomario. Analoghi dubbi sono legati alle scelte future che adotteranno i nuovi padroni indonesiani. Lo ha detto a chiare lettere uno dei capi tifosi, Franco Caravita: “Per il momento abbiamo sentito molte dichiarazioni di facciata e non si capisce come andranno le cose. Il discorso delle grandi potenzialità economiche che ha questo gruppo è positivo, ma non conosciamo Thohir. Siamo comunque fiduciosi perché se Moratti lo ha scelto, vuol dire che è una persona affidabile.  “E’ positivo che Moratti rimanga in società, negli anni non sempre è stato pragmatico, ma il cuore ce lo ha sempre messo. Come una nave al momento del varo, questa nuova Inter può inabissarsi subito o navigare per anni. A Thohir per spiegare l’Inter direi che è una famiglia particolare, alla quale non bisogna far avvicinare chi ha brutte intenzioni”. Quanto alle parole contenute nello striscione che ha riempito di delusione Moratti, Caravita non fa marcia indietro: Noi cerchiamo sempre di dire la verità, anche se scomoda. Lo striscione ‘duro’ di sabato? Quella con Moratti è stata una storia con alti e bassi. Forse non è mai esploso l’amore, ma gli abbiamo voluto bene e, se un giorno ritornasse senza avere più intorno certe persone, saremmo felici”.