Che fine ha fatto Dario Hubner – Il super bomber che fumava quando andava in panchina

Ritorna oggi la rubrica “Che fine ha fatto?” e parleremo di Dario Hubner, ex attaccante di Brescia, Piacenza e tante altre.

Dario Hubner, bomber di razza d’altri tempi è l’unico calciatore, alla pari con Igor Protti, ad aver vinto il titolo di capocannoniere in serie A, serie B e serie C.

“Se fossi cresciuto in un settore giovanile importante sarei arrivato in Serie A molto prima che a 30 anni. Però non dimentico mai che io a 20 anni giocavo in Prima Categoria alla Muggesana e mi guadagnavo da vivere facendo il fabbro e lavorando l’alluminio: se gli osservatori della Pievigina nel 1987 non mi avessero visto ed offerto una chance in Interregionale non sarei mai diventato un calciatore professionista e forse avrei fatto l’operaio per tutta la vita. Per questo sono felice della carriera che ho fatto e non cambierei nulla. E’ vero non sono mai stato in una big, ma ho giocato al fianco di gente come Baggio e Pirlo. Andrea è il più forte con cui ho giocato, ha una classe superiore”. Ha detto in un’intervista di qualche tempo fa a Eurosport.

Hubner, autore di 233 gol tra i professionisti, ha sempre avuto il vizio del fumo, consumando un pacchetto di sigarette al giorno. Spesse volte lo si è visto addirittura fumare in panchina: “Ora purtroppo che non gioco più mi capita di fumare anche qualche sigaretta in più…Certo il mio era e resta un viziaccio però non mi limitava in campo perché ho sempre fatto una vita professionale:ho sempre evitato gli stravizi, andavo a letto all’ora giusta, ero attento all’alimentazione e in allenamento non mi sono mai risparmiato. Per questo in partita difficilmente sfiguravo…”

Cosa fa oggi Dario Hubner

hubnerIl finale è tutto sulla sua nuova vita: “Ho sempre amato il campo, lo spogliatoio: stare dietro alla scrivania non fa per me e per questo quando due anni fa ho deciso di appendere le scarpe al chiodo mi sono messo in testa di fare l’allenatore. Ho avuto la fortuna di avere grandi tecnici nella mia lunga carriera coi quali mi sono trovato bene e dai quali cerco di attingere le cose migliori. Da Guidolin a Novellino da Mazzone a Sonetti passando per Bolchi ho avuto fior di maestri. Il mio sogno è di allenare nel calcio che conta. Attualmente alleno l’Atletico Montichiari in serie D. Ho imposto pochi concetti semplici ma chiari: ciò che su cui sto lavorando e su cui sto premendo è creare un gruppo solido, perché l’esperienza mi ha insegnato che è quello il segreto per tagliare i traguardi che ci si è prefissati.”