Che fine ha fatto Gheddafi? Il playboy del calcio finito in galera

Ritorna oggi la rubrica “Che fine ha fatto?” e parleremo di Gheddafi, ex attaccante di Perugia, Udinese e Sampdoria

Saadi Gheddafi, figlio playboy con velleità sportive del dittatore libico ucciso nell’ottobre 2011, aveva trovato spazio nel Perugia, nell’Udinese e nella Sampdoria, dove aveva fatto molta panchina e giocato qualche scampolo di partita per compiacere il potente (allora) padre. Durante il suo periodo in Umbria fu addirittura trovato positivo all’Antidoping dopo una partita contro la Reggina.
Le drammatiche vicissitudini della fine del regime lo avevano spinto a una rocambolesca fuga attraverso il deserto, conclusasi nel confinante Niger, un Paese molto povero che aveva qualche debito di riconoscenza verso il Colonnello. Saadi ottenne asilo a Niamey.
Una volta finito l’esilio in Niger, dove di fatto Saadi si trovava agli arresti domiciliari le autorità di Niamey hanno ceduto alle pressioni delle autorità libiche, che duravano da due anni e mezzo, e l’hanno estradato a Tripoli. Circolano foto che ritraggono il quarantunenne terzogenito di Muammar Gheddafi mentre viene rapato a zero dai suoi carcerieri e, subito dopo, mentre giace sconsolato nella cella che forse credeva di non dover mai occupare. L’ex mediocre calciatore dal cognome famoso dovrà rispondere in tribunale di appropriazione indebita e intimidazione in riferimento al periodo in cui era alla guida della Federcalcio libica.

Handout photo shows Saadi Gaddafi, son of Muammar Gaddafi, inside a prison in Tripoli