Prosegue la nuova rubrica di CalcioWeb a cadenza settimanale. Si tratta di un’analisi sul meglio ed il peggio della settimana sportiva, “Chi sale e chi scende” insomma. Ecco dunque l’analisi sulla scorsa settimana: dalla rinascita della Juve al super Vardy del Leicester.
SU – Finalmente ha ingranato. Quattro vittorie di fila in campionato, tre partite (tra serie A e Champions League) senza subire reti e finalmente Massimiliano Allegri sembra aver ritrovato quella Juve capace di vincere tutto (o meglio, quasi tutto) la scorsa stagione. Sembrava che il tecnico toscano avesse perso il bandolo della matassa, ma forse era soltanto un periodo di assestamento necessario visti i tanti cambiamenti. In Europa non c’è stato nessun calo di rendimento rispetto alla passata stagione, con una qualificazione raggiunta in anticipo in uno dei gironi più difficili della competizione europea. La nota dolente era il campionato. Il rendimento ballerino di inizio stagione aveva fatto traballare le certezze bianconere, oltre che la panchina di Allegri, poi è arrivata la svolta. È incredibile come un gol segnato oltre il novantesimo, in una partita molto tirata e sentita come il derby, abbia potuto dare quella scossa giusta per riprendere a viaggiare sui soliti livelli. Dybala finalmente incisivo, Pogba sta pian piano crescendo e Mandzukic ha iniziato a segnare. Questi sono tre nomi che giustificano la ripartenza juventina. I punti dalla vetta si sono limati ed ora sono solo sette. Possiamo dire che i bianconeri sono rientrati a pieno titolo nella corsa scudetto, anche se la rimonta è ancora lunga e passerà anche da Roma, sponda Lazio, nel prossimo anticipo di Serie A.
GIÙ – C’è chi vive la situazione opposto rispetto alla Juventus ed al suo allenatore e che dai bianconeri dista soltanto tre punti oramai. Anche in questo caso lo snodo decisivo è stato il derby. La vittoria nella stracittadina pareva avesse lanciato la Roma verso grandi obiettivi. Ma poi c’è stata la tappa di Bologna, con un pareggio sofferto; la gita di Barcellona ha inferto una ferita ancora sanguinante a Garcia, una lezione di calcio che ha lasciato non pochi strascichi; infine la sconfitta in casa contro l’Atalanta e tre punti persi da Napoli e Juventus che pesano non poco. Intanto Garcia predica tranquillità. Il tecnico francese un anno fa disse che la Roma avrebbe vinto lo scudetto, fortunatamente quest’anno non si è lanciato nelle stesse previsioni. In una settimana i giallorossi hanno subito dieci gol. Sì, è vero che sei li hanno presi soltanto dal Barcellona, ma gli altri quattro sono stati incassati da due squadre che lottano per non retrocedere. Le assenze di Salah e Gervinho non possono essere un alibi per un tecnico che ha a disposizione uno dei migliori (se non il migliore) organici della nostra Serie A. Garcia si gioca in una settimana il Campionato, la Champions e la panchina. Torino, Bate Borisov e Napoli sono le tre tappe che attendono i giallorossi. Le sensazioni sono tutt’altro che positive, ma nel calcio, si sa, tutto può cambiare in un secondo.
SU – In Premier League sono passati alcuni dei migliori attaccanti della storia moderna e più datata. Da Didier Drogba e Thierry Henry, passando per Ruud Van Nistelrooy. Eppure nessuno era riuscito nell’impresa maestosa di segnare in undici partite di fila. Chi ci è riuscito invece è Jamie Vardy, attaccante ventottenne del Leicester City che fino a qualche anno fa militava in quinta serie inglese. Una vera e propria favola la sua. Ogni ragazzino che si appresta a tirare calci ad un pallone in Inghilterra sogna la Premier League e sogna di vestire le maglie indossate da personaggi mitici come George Best. Jamie Vardy però è arrivato al grande calcio in ritardo. Soltanto nella passata stagione ha giocato per la prima volta in Premier e non è riuscito (ancora) ed indossare una delle maglie più prestigiose. Ma l’impresa che ha portato a termine lo spinge aldilà di tutti i suoi illustri predecessori. Undici partite di fila in gol. Roba da pazzi. L’ultimo segnato proprio al Manchester United, una delle squadre più gloriose sul suolo di Sua Maestà. Con i suoi gol il Leicester viaggia in zone della classifica che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Merito del suo bomber. E anche del suo tecnico Claudio Ranieri.

SU – Da bomber a bomber, tornando in Italia. Quest’anno stiamo ammirando tutto il talento di Gonzalo Higuain. In questo campionato il Napoli ha giocato sette partite in casa e Gonzalo è sempre andato in rete. Un rapporto d’amore solidissimo quello tra l’attaccante argentino e lo stadio San Paolo. Tra le vittime ci sono anche la Juventus, la Fiorentina, fino ad arrivare all’Inter di ieri sera. In una serata in cui gli azzurri hanno stentato un po’ nel finale, ci ha pensato Higuain a portare a casa altri tre punti e a regalare ai suoi tifosi il primo posto in solitario in Serie A. Sul 2-0 la partita sembrava chiusa, poi il guizzo (anche un po’ fortunoso) di Adem Lijajc che riapre i giochi. Quando tutti erano sulle gambe e forse aspettavano soltanto il triplice fischio per gioire, è stato ancora il Pipita a provare ad andare in gol con una grande azione personale. Infine, i due pali nerazzurri e la rabbia di Mancini. Il Napoli è in alto. Merito di un grande allenatore che ha dato agli azzurri il più bel gioco in Italia. Se poi nei momenti in cui viene meno il gioco ci pensa Higuain a portare a casa la vittoria allora la sensazione è giusta.