Prosegue la nuova rubrica di CalcioWeb a cadenza settimanale. Si tratta di un’analisi sul meglio ed il peggio della settimana sportiva, “Chi sale e chi scende” insomma. Ecco dunque l’analisi sulla scorsa settimana: partendo dalla rinascita della Juve di Allegri, sino ai recenti exploit del Napoli campione d’inverno.
“Chi sale e chi scende”: il meglio e il peggio della settimana sportiva
GIÙ – È dal primo dicembre che il Torino non conquista il punteggio pieno in un match della nostra Serie A. Prestazioni altalenanti e una posizione di classifica che sorride soltanto grazie a tutti quelli che riescono ad andare peggio, hanno portato i tifosi a contestare. Contro tutti, dal tecnico ai calciatori, ma con un bersaglio preferito: Fabio Quagliarella. L’attaccante napoletano ha segnato cinque gol in questa stagione ma si è preso una marea di critiche dopo il gesto di scuse rivolto al pubblico del San Paolo dopo aver realizzato il rigore del momentaneo 1-1 contro il Napoli. Una situazione assurda. La solita ipocrisia di chi segna e non esulta ci avrebbe anche un po’ stancato. I calciatori sono dei professionisti e vengono pagati – profumatamente – per buttare il pallone in rete. Di cosa bisogna scusarsi? Ma il buon Fabio non si ferma qui ed arriva al paradosso: scusarsi (con i tifosi del Torino) di aver chiesto scusa (a quelli del Napoli). I tifosi granata hanno rispedito le scuse al mittente. Un consiglio: avendo giocato in molte squadre, Quagliarella pensi solo a segnare, senza chiedere scusa a nessuno.
SU – Nove vittorie di fila e un secondo posto agguantato in una velocità spaventosa. È una Juve che non ha nessuna voglia di fermarsi. Ora c’è un solo ostacolo davanti ed ha la maglia azzurra. Con la continuità finalmente ritrovata e con la consacrazione di un talento come Dybala, completare la rimonta e cucire anche il prossimo anno lo scudetto sul petto non è una mission impossible. La vittoria a Marassi contro la Sampdoria è stata tutt’altro che semplice, ma ha dimostrato ancora una volta che la Juve è la squadra da battere, la squadra con la quale bisogna fare i conti se si vuole vincere lo scudetto quest’anno. Quando non ci riescono gli attaccanti, ci pensano i centrocampisti a liquidare la pratica, come domenica sera, dove i protagonisti sono stati Pogba e Khedira. Se Allegri riuscisse anche a ritrovare i gol di Alvaro Morata, i bianconeri potrebbero diventare un’armata insuperabile. Waiting for Bayern Monaco.

GIÙ – Capita di vincere nove volte 1-0, poi quello stesso punteggio si ritorce contro allora ci rimani male. Sì, può capitare. Può anche capitare di vincere 1-0 con un rigore molto evidente non concesso agli avversari e la settimana dopo perdere proprio 1-0 in casa, con una possibile espulsione negata ai rivali. Sì, può capitare anche questo. Ed infatti è capitato. Ma Roberto Mancini non l’ha presa molto bene. La classe, anche dialettica, di Mancini, per una settimana è stata riposta nella naftalina. L’Inter quest’anno ha vinto molte partite per un soffio e/o all’ultimo respiro, poi è arrivato il Sassuolo e i nerazzurri hanno pagato il loro debito accumulato sul conto della Fortuna. E così la Dea Bendata ha fatto sì che in un’unica azione la coppia di difensori centrali più forte della Serie A mettesse in atto una scena di fantozziana memoria: Murillo salta a vuoto e Miranda rovina su Defrel. Rigore sacrosanto e titolo di campioni d’inverno sfumato. È vero, conta essere in testa a fine campionato e non alla metà, ma i nerazzurri hanno bisogno di iniziare finalmente a giocare bene. Mancini finora ha ridato compattezza alla sua squadra, ora deve dargli un gioco. Impresa non difficile, ma da fare in tempi stretti. Napoli e Juventus sono in agguato.
SU – Campioni d’inverno come nell’anno dello scudetto. Caroselli per le strade. Tifosi allo stadio a Frosinone a cantare insieme ai calciatori. Sembrerebbe già maggio e invece siamo ancora a gennaio. Festeggiare in anticipo fa male, si sa. Ma gioire, passo dopo passo, tutti insieme, per i risultati che arrivano grazie al lavoro di tutti e al gioco favoloso messo in campo, non è un peccato, anzi è uno spettacolo. C’è chi dice che le grandi squadre che hanno grandi obiettivi non gioiscono ogni partita. Ma cosa c’è di sbagliato nella gioia? La gioia è un sentimento spontaneo che viene da dentro e non va soffocata, mai. A Napoli forse si porta all’estremo, ma è così bello festeggiare tutti insieme anche soltanto per aver visto uno show. Cinque gol anche al Frosinone, con Higuain che chiude il girone di andata con 18 gol in 19 partite e Gabbiadini in versione Re Mida, ogni pallone toccato è come telecomandato in fondo alla rete avversaria. Ma come si fa a non gioire dinanzi a cotanta bellezza. È un Napoli che danza sul velluto e inizia a sentire che i traguardi ancora molto lontani potrebbero pian piano avvicinarsi. Ora c’è solo un ostacolo: vietato soffrire di vertigini, la giostra è appena partita e per arrivare in fondo servono nervi saldi. È ora che il Maestro Sarri tramuti l’inseguimento in una fuga.