“Chi sale e chi scende”: il meglio e il peggio della settimana sportiva

Il meglio e il peggio della settimana sportiva, partendo dalle prestazioni non certo brillanti dell'Inter delle ultime settimane, sino alla grande rimonta bianconera culminata con la vittoria con il Napoli

Prosegue la nuova rubrica di CalcioWeb a cadenza settimanale. Si tratta di un’analisi sul meglio ed il peggio della settimana sportiva, “Chi sale e chi scende” insomma. Ecco dunque l’analisi sulla scorsa settimana, partendo dall’ottimo ruolino di marcia della Juventus dopo la vittoria nel derby, sino al momento pessimo di Inter e Manchester City.

“Chi sale e chi scende”: il meglio e il peggio della settimana sportiva

SU – Il terzo posto resterà soltanto un sogno per molti, ma sarà una dolce realtà per altri. Ad oggi chi ne sta godendo è la Fiorentina di Paulo Sousa, capace di vincere tre partite di fila in casa portandosi al terzo posto in solitaria con due punti di vantaggio sulla Roma e addirittura quattro sull’Inter. Se è vero – come è vero – che lo spietato killer Kalinic sta usando proiettili a salve nelle ultime uscite, è anche vero che dopo le due sconfitte contro Lazio e Milan sono arrivati ben undici punti in cinque partite. È una Fiorentina che vuole continuare a stupire, giocando a calcio e meritando sul campo la sua classifica. Le altre pretendenti al terzo posto devono fare i conti con una squadra che in casa vola e non molla mai. Fino al novantaquattresimo. I gol di Zarate col Carpi e di Babacar con l’Inter ne sono la dimostrazione. Sarà soltanto fortuna?

GIÙ  Esistono club costruiti per vincere ogni anno, spendendo milioni e milioni di euro. Esistono club riportati in alto grazie al profumo del vile denaro. Esistono club capaci di raccogliere un solo punto nei quattro scontri diretti di andata e ritorno contro Tottenham e Leicester. Il Manchester City è tutto questo. Nella Premier League 2015/2016 dalle mille sorprese, una di queste è il rendimento della “band di Pellegrini” – il gioco di parole sarebbe molto semplice. Dopo il 3 a 1 subito all’Etihad Stadium dal Leicester non più tardi di una settimana fa, il bis non si è fatto attendere e anche il Tottenham di Pochettino se ne è andato da Manchester col bottino pieno. E il risultato qual è? Leicester primo con 6 punti più del City, Tottenham secondo – insieme all’Arsenal – con 4 punti più del City. Waiting for Guardiola.

SU – Era il 31 ottobre 2015 quando la Juventus, battendo il Torino nel derby, iniziò la sua lunga rincorsa al primo posto. In quel momento forse nessuno, né i tifosi, né Allegri, pensava di infilare una striscia di vittorie così lunga da riportare la Juventus in testa alla classifica. Era il 31 ottobre 2009 quando a Torino la Juventus subì una delle più rocambolesche rimonte: da 2-0 a 2-3 contro il Napoli di Mazzarri. Era il 13 febbraio 2016 e a Torino arrivava il Napoli capolista. Una partita dai mille risvolti e densa di significati. Una partita in cui a vincere è stato il timore di farsi male. Poi la Provvidenza ha deciso di mettere Zaza al limite dell’area con il pallone tra i piedi, Raul Albiol poco davanti a lui e Pepe Reina leggermente avanzato rispetto alla sua postazione. Non è dato sapere come quella palla sia arrivata nella rete, ma ciò che conta è l’effetto causato. Gol. E primato. Obiettivo – parziale – centrato.

GIÙ  Nove punti in otto partite giocate nell’anno 2016 in Serie A. Nelle ultime cinque partite per tre volte la difesa ha subito ben 3 gol. C’è qualcosa che non torna. A pensare che fino a Natale qualcuno parlava addirittura di scudetto. Ma il Napoli prima e la Juve poi hanno destato i tifosi nerazzurri dai sogni di gloria. Così, mentre Mancini schierata decine e decine di formazioni diverse per cercare di cucire il tricolore sul petto, non si rendeva conto che in un battere di ciglia anche la Fiorentina e la Roma avevano acceso la freccia del sorpasso, mentre nello specchietto retrovisore iniziava a far paura anche il Milan. Ma cosa è successo a questa Inter, ci chiediamo. Non è successo nulla. È semplicemente girata la ruota della fortuna. Chi spera di vincere un campionato senza giocare mai a calcio  forse dovrebbe rendersi conto dei suoi errori. Giocatori poco responsabilizzati, giocatori fuori ruolo, giocatori demoralizzati anche dagli attacchi del loro stesso allenatore. Serve tranquillità all’ambiente-Inter per riprendere il cammino. Ma in questo momento non sembra Mancini l’uomo capace di trasmettere serenità. Sampdoria e Juventus, due settimane che potrebbero valere una stagione intera.

Donato D’Aiuto