“Chi sale e chi scende”: il meglio e il peggio della settimana sportiva

Tevez, che combini? Juve e Napoli mettono la freccia. Italbasket: sedotti e abbandonati

Prosegue la nuova rubrica di CalcioWeb a cadenza settimanale. Si tratta di un’analisi sul meglio ed il peggio della settimana sportiva, “Chi sale e chi scende” insomma. Ecco dunque l’analisi sulla scorsa settimana: da Tevez all’ItalBasket.

Chi sale e chi scende: il meglio e il peggio della settimana sportiva

SU -Sono passati soltanto sette giorni e sembra che ne siano passati molti di più perché in una settimana la Juventus prima è entrata in tackle sulla Champions League battendo il Manchester City fuori casa e poi ha trovato la sua prima vittoria stagionale in campionato. Due vittorie che non soltanto restituiscono il buon umore ad Allegri e a tutti i tifosi bianconeri dopo la falsa partenza ma servono soprattutto a restituire fiducia a quegli stessi calciatori (partenze illustri a parte) che la scorsa stagione arrivarono in finale di Champions League. Una rondine non fa primavera così come due vittorie non significano la vittoria di qualche trofeo, ma la strada sembra tornata, se non in discesa, almeno pianeggiante per Massimiliano Allegri.

LaPresse/Reuters
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GIÙ – Esaltati da Gallinari. Entusiasmati da Bargnani. Inebriati da Belinelli. Innamorati della nostra Nazionale di Basket. Per molti proprio come un colpo di fulmine. Ed infine delusi. Lasciati sull’altare con un secco “NO”. Il No in questione è quella palla che nell’ultimo quarto contro la Lituania è stata portata avanti a due secondi dalla fine da Gentile e che non è andata oltre il ferro. Lì, sul ferro, siamo rimasti. Mentre la Lituania batteva la Serbia che ci aveva distrutto ma poi si arrendeva alla Spagna del principe Gasol (che invece noi avevamo battuto). Strani incroci. E soprattutto amari. Ci speravamo, dopo le grandi prove con i campioni della Spagna e la Germania. Per fortuna, almeno, lo spareggio per le Olimpiadi contro la Repubblica Ceca lo abbiamo portato a casa. Ripartiamo.

SU -Se la bandiera di Singapore è rossa e bianca un motivo ci sarà. Era già tutto pronto per la festa di Sebastian Vettel. Nessuno è riuscito a bloccare il tedesco, né in prova né in gara. Seb ha conquistato la terza vittoria stagionale, approfittando anche di una piccola flessione nel rendimento delle Mercedes. Non è riuscito a fermarlo Ricciardo con la sua Red Bull, autore di un’ottima gara, non c’è riuscita nemmeno la Safety Car, entrata in pista per due volte e non c’è riuscito nemmeno il tifoso che è riuscito a scavalcare le barriere eludendo i sistemi di sicurezza (e che sicurezza!!!). Ad inizio stagione le tre vittorie erano l’obiettivo da raggiungere. Obiettivo centrato. O forse ancora no…

GIÙ (E SU) – Negli anni tutti abbiamo ammirato le straordinarie giocate di Carlitos Tevez con le maglie del Manchester United e del Manchester City. Poi abbiamo avuto anche il privilegio di ospitarlo nella nostra Serie A, dove ha saputo ringraziarci per la cortesia regalandoci del Calcio (la “C” maiuscola è voluta). Nell’ultima giornata disputata Tevez è stato ancora protagonista, infatti con una doppietta ha portato il Boca Juniors alla vittoria con l’Argentinos Juniors per 3 a 1. Ma purtroppo le immagini che rimangono più impresse sono quelle dell’infortunio di Ezequiel Ham. Il ventunenne calciatore argentino è stato vittima di un intervento a dir poco assassino da parte di Carlos Tevez. Tibia e perone fratturati. Il ragazzo che esce dal campo tra le lacrime con l’ossigeno. E Tevez? Durante i soccorsi era lontano, quasi come se nulla avesse fatto. Come se il suo intervento fosse stato del tutto corretto. La classe, nel rettangolo verde, non si dimostra soltanto con il pallone tra i piedi. In bocca al lupo, Ham.

SU – Dieci gol in quattro giorni. Basterebbe questo per dire tutto. Invece no. La notizia ancor più importante è lo zero nella casella dei gol subiti. Due partite finite con la porta inviolata. Stiamo parlando del Napoli di Sarri ovviamente. Bruges e Lazio sono state annientate dagli azzurri. La lentezza e la compassatezza delle prime tre partite sembra svanita col passaggio dal 4-3-1-2 al più rapido 4-3-3. In una settimana soltanto il Napoli sembra un’altra squadra. Le magie di Higuain ed Insigne e le geometrie di Jorginho in cabina di regia hanno regalato a Sarri punti importanti per la stagione. Sarà una settimana importante, quella della consacrazione o della ricaduta nei dubbi. È questo il momento di dimostrare di che pasta è fatto il Napoli di questa stagione. Gli indizi, con questo 4-3-3, sono tutti, improvvisamente, dalla parte di Sarri. Ma una rondine non fa primavera così come due vittorie non significano la vittoria di qualche trofeo. Non è un deja vù, è proprio una ripetizione. Perché Juventus e Napoli erano partite allo stesso modo, male, e si troveranno di fronte sabato prossimo in una sfida che, ad oggi, promette scintille e grande spettacolo.

Donato D’Aiuto