“Chi sale e chi scende”: il meglio e il peggio della settimana sportiva

Jorge Lorenzo show, il Milan invece 'floppa' in casa del Genoa. Pessimo week end anche per i cugini dell'Inter

Prosegue la nuova rubrica di CalcioWeb a cadenza settimanale. Si tratta di un’analisi sul meglio ed il peggio della settimana sportiva, “Chi sale e chi scende” insomma. Ecco dunque l’analisi sulla scorsa settimana: dal Milan ai Red Devils.

SU – Chiunque abbia la possibilità non può lasciarsi sfuggire l’occasione di vedere giocare per almeno novanta minuti il Manchester United. La maglia dei Red Devils è una delle più prestigiose e pesanti da indossare, però finora i due giovincelli Memphis Depay ed Anthony Martial stanno facendo di tutto per non “subire” la Storia di quelle casacche ma per farla. I tanti milioni spesi sul mercato stanno iniziando a dare risultati. Depay, dopo i meravigliosi gol nel preliminare di Champions League, ha segnato il suo primo gol in Premier, Martial continua a raccogliere consensi. E poi ci sono Juan Mata e Wayne Rooney a completare un reparto offensivo fantastico. Il merito della costruzione di questa macchina favolosa è di mister Van Gaal che nella passata stagione ha avuto un anno di assestamento e quest’anno sta raccogliendo (per ora) i frutti del suo calcio totale. Vedere Antonio Valencia giocare terzino destro, con la tecnica di Schweinsteiger in mezzo al campo è un grande spettacolo. Senza dimenticarci che nell’undici titolare c’è anche un po’ d’Italia, con Matteo Darmian che a suon di grandi prestazioni sta convincendo tutti di essere uno dei migliori esterni bassi in circolazione. È vero che è solo l’inizio e che in Champions Leugue ancora non è arrivata la vittoria, ma le premesse per una grande stagione e per vedere sbocciare nuovi grandi campioni ci sono tutte.

GIÙ – Comprare Kucka e Bertolacci per andare a Genova (loro ex dimora calcistica) a perdere non era certo nei piani del Milan. Per di più con il cartellino rosso (molto ingenuo) di Romagnoli, anche lui lo scorso anno di stanza a Genova sponda Sampdoria. Tra elogi e critiche ai rossoneri di Sinisa Mihajlovic vi è una sola certezza: la continuità di risultati, per adesso, è una speranza ancora lontana. Bacca, Luiz Adriano e Balotelli ruotano in attacco per dare sempre forze fresche a Sinisa, ma i progressi del gioco sono molto lenti. La domanda da fare al tecnico serbo è una (per iniziare): come fa una squadra a giocare con il trequartista se non ne possiede neanche uno in rosa? I tifosi sono scettici, la dirigenza difende i suoi investimenti e chiede tempo, però intanto domenica sera a San Siro arriva il Napoli. Gli azzurri, che hanno anche l’impegno di Europa League giovedì sera, non sono il miglior cliente possibile al momento. Mihajlovic, pur esternando grande sicurezza, è già sotto la lente di ingrandimento, soprattutto se non dovesse fare risultato in casa contro il Napoli, perché finora il suo score è peggiore di quello di Inzaghi. E abbiamo detto tutto.

SU – Ad Aragon tutti stanno ancora girando in pista per trovare Jorge Lorenzo. Qualcuno dice di averlo visto quando i semafori erano ancora spenti, dopo di che… nessuna traccia. Lo spagnolo continua la rincorsa al titolo mondiale ed ora è a 14 punti da Valentino Rossi, che dalla sua ha una grande costanza di rendimento. Jorge ha potuto contare sull’aiuto di Daniel Pedrosa, che ha portato via qualche punto in più al Dottore, ma non su quello del disastroso – come al solito quest’anno – Marc Marquez. Avrebbe fatto comodo un podio tutto spagnolo, per rosicchiare un po’ di terreno in più. Il prossimo appuntamento è l’11 ottobre, in Giappone, dove lo scorso anno vinse proprio Jorge Lorenzo, con Rossi terzo. Ma si sa, la Moto GP non è una scienza esatta. Stay tuned.

GIÙ – Dopo cinque vittorie di fila è arrivata la caduta. E che caduta. Bisogna salvare il salvabile. E domenica sera di salvabile non c’è stato nulla. L’Inter di Mancini ha subito la sua prima dolorosa sconfitta, senza mai dare l’impressione di poter tornare in partita, se non sul 3 a 0, a risultato già acquisito. Handanovic disastroso, Perisic assente, e ci fermiamo qui perché trovare undici sinonimi sarebbe solo un esercizio grammaticale. La squadra solida e compatta ammirata finora (il bel gioco è sempre mancato) ha lasciato posto ad una controfigura. Non sappiamo cosa abbia potuto dire Mancini a fine partita ai suoi giocatori, ma sicuramente non saranno state dolci parole. I nerazzurri dovranno rimettere subito a posto le idee e rimettersi sui giusti binari, perché il prossimo impegno non è per niente semplice. Sarà una sfida ricca di spunti, piena di incroci e di ricordi. Zenga e Mancini, passando per Icardi, Sampdoria-Inter non sarà soltanto una semplice giornata di campionato, ma un match emotivo che varrà molto più di tre punti.

SU – Molto su. Tanto da essere in testa alla classifica dopo diciassette anni. La Fiorentina di Paulo Sousa non è una squadra di campioni, ma è una squadra umile che col buon calcio si è presa la testa della classifica sul campo della prima della classe. La viola arrivava a San Siro sicuramente con la speranza di fare risultato, ma nessuno si sarebbe aspettato una partita del genere. 4 a 1, con tripletta di Kalinic, il colpo estivo, e un grandissimo Marcos Alonso. Non nominiamo la parola “scudetto”, neanche per scherzo perché a Firenze sono scaramantici, anche se non lo ammettono, ma quest’anno la Serie A è molto strana. C’è chi arranca e fatica a tornare sulle prime e chi nel giro di poche settimane può tornare a ridosso della zona alta della classifica. La Fiorentina ha battuto l’Inter togliendole l’imbattibilità e agganciandola in testa alla classifica a quota quindici. Erano i tempi di Rui Costa e Batistuta quando la Curva Fiesole cantava in testa alla Serie A, non ci sono questi nomi altisonanti, ma c’è un tecnico che finora si è dimostrato capace di tirare fuori il meglio dai suoi ragazzi. Il meglio deve ancora venire. Ma i piedi devono restare fissi e saldi al terreno.

Donato D’Aiuto