“Chi sale e chi scende”: il meglio e il peggio della settimana sportiva

Il meglio e il peggio della settimana sportiva, partendo dalla prestazione incredibile del Barcellona a Madrid, sino all'ennesimo exploit del Leicester di Ranieri

Prosegue la nuova rubrica di CalcioWeb a cadenza settimanale. Si tratta di un’analisi sul meglio ed il peggio della settimana sportiva, “Chi sale e chi scende” insomma. Ecco dunque l’analisi sulla scorsa settimana: dal Barcellona sino al super Leicester di Ranieri.

SU – Lo abbiamo aspettato per mesi., fino a sabato scorso. Poi El Clasico è arrivato. Fischio d’inizio e avvio delle ostilità tra Luis Enrique e Rafa Benitez. Ci saremmo aspettati una partita aperta ad ogni risultato, invece è stato uno show blaugrana per novanta minuti. Una disfatta per i blancos di Rafa, usciti dal campo fischiati dai loro tifosi. Senza Messi, ma con un grandissimo Neymar, il Barcellona ha confermato di essere la squadra da battere anche quest’anno. Luis Enrique non si è accontento soltanto di battere i rivali, li ha voluti umiliare. Oltre alla classe e la tecnica dei tanti campioni catalani, ha stupito la carica agonistica di Pique,che oltre a difendere si è anche lanciato più volte in avanti alla ricerca del gol. L’analisi del Clasico è molto semplice: da un lato una grande squadra che, dopo l’avvio scettico nella scorsa stagione con il nuovo allenatore, gioca un grande calcio; dall’altro lato grandi nomi che però non hanno nulla a che vedere con il termine “squadra”.

SU – L’italia comanda anche in Inghilterra. Il Leicester in un anno è passato dall’ultimo al primo posto in classifica in Premier League e non può di sicuro passare inosservato il lavoro splendido fatto fino ad ora da Claudio Ranieri. Sei risultati utili consecutivi, quattro vittorie di fila e primato solitario davanti ai colossi Manchester United e Manchester City. Nessuno avrebbe immaginato qualcosa del genere. Ranieri, di ritorno sul suolo di Sua Maestà dopo le esperienze in Italia e Francia, gongola e si gode il momento, consapevole che non potrà durare per sempre, ma anche cosciente di avere tra le mani dei gioielli come Mahrez e Vardy capaci di portare molte gioie ai tifosi dei Foxes. La stagione è vero che è ancora lunga, ma dopo un terzo di campionato guardare tutti dall’alto in basso non è cosa da poco. Good luck, mister Ranieri.

SU – È martedì, è solo martedì, ma a Napoli già sognano la sfida del prossimo lunedì che potrebbe valere la testa della classifica contro l’Inter. Un percorso incredibile quello degli azzurri che si stanno conquistando sul campo una raffica di complimenti oltre che un sacco di punti. Una sola sconfitta stagionale (nella prima uscita ufficiale) e poi soltanto gioie e grande calcio. Ultima solo in ordine temporale la stupenda vittoria contro il Verona di Mandorlini. Il tecnico dei veneti aveva preparato una partita da zero a zero ma qualcosa è andato storto. Chi gioca per far finire la partita a reti inviolate è statisticamente provato che alla fine perderà. Così è stato. Grazie ai soliti Insigne ed Higuain che hanno trafitto Rafael e hanno regalato altri tre punti a Sarri. Ora c’è l’Europa League con la qualificazione già acquisita. Servirà al tecnico per provare qualcosina e per far riposare qualche uomo chiave in vista del Monday Night contro l’Inter. Gli uomini ci sono, il gioco c’è (stile Barcellona, senza paura di paragoni azzardati), la voglia di vincere anche. Manca solo una toppa cucita alla maglia.

Lapresse
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GIÙ – Per motivi di ordine pubblico viene anticipata una partita del campionato di calcio. Basterebbe questo a far capire di quanto possano essere idioti alcuni tifosi che pensano a farsi la guerra in giorni in cui la guerra, quella vera, è più che un’ipotesi lontana. Ma poi guardi la partita in tv, Verona-Napoli, e senti un intero stadio cantare la Marsigliese. Uno spettacolo bellissimo. Però poi senti intonare, alle stesse bocche che fino a dieci minuti prima cantavano l’inno francese, i soliti cori “Vesuvio lavati col fuoco” e allora capisci. Non abbiamo speranze. Il razzismo è frutto dell’ignoranza e della stupidità della gente. Evidentemente di ignoranti ed imbecilli a Verona ce ne erano un parecchi. I fatti di Parigi dovrebbero almeno far capire a questi soggetti di quanto è futile “fare la guerra” in un campo di calcio. Ma tranquilli, tutte le parole dette e scritte sono sprecate. A lavare la testa all’asino si perde l’acqua e il sapone.

Donato D’Aiuto