Si prospetta un maggio ricco di emozioni per il calcio italiano. Il campionato potrebbe chiudersi matematicamente già nel corso di questo weekend, con il Napoli ad un passo dalla vittoria matematica dello Scudetto, ma saranno le Coppe Europee, con 5 squadre italiane in semifinale, ad intrattenere tutti gli appassionati.
Appassionati, ma anche… ex! Giorgio Chiellini, ex calciatore bianconero, durante la diretta Discord di NFT FANast, ha parlato proprio della sfida di Champions League tra Inter e Milan e non solo.
Le parole di Chiellini
“Il derby di Milano sarà una semifinale equilibrata, ma se devo puntare 1 euro lo metto sull’Inter. Credo che i nerazzurri partano avvantaggiati perché in questo tipo di partite li vedo più forti“, ha affermato.
Chiellini, che è uno degli ambassador di Fanast RFT insieme a Carlo Diana, Davide Lippi, Marcello Lippi, Eleonora Goldoni, Leonardo Spinazzola, Gianluca Di Marzio e Franck Ribéry, sta disputando la sua seconda stagione da difensore del Los Angeles FC in MLS, ma rimane uno degli ultimi calciatori italiani ad aver giocato una finale di Champions League, nel 2017, quando perse con la sua Juventus contro il Real Madrid nella notte di Cardiff: “la mia previsione per la finale di quest’anno è Inter-Manchester City. Anche qua siamo sul filo del rasoio perché anche l’altra semifinalista, ossia il Real Madrid, è molto forte. Basti pensare alla rimonta con il Paris Saint Germain negli ottavi di finale della scorsa edizione di Champions League. Al 75′ della partita di ritorno i francesi stavano dominando e Mbappè sembrava un alieno, poi in un quarto d’ora è cambiato tutto e il Real Madrid ha passato il turno vincendo 3-1. Però penso che alla fine prima o poi il Manchester City dovrà raggiungere la finale e quindi un altro euro lo scommetto sulla finale Inter-Manchester City“, ha aggiunto.
“Qualche anno fa mi sarebbe piaciuto marcare Haaland e Osimhen. Oggi no, solo a guardarli giocare mi fanno male i flessori!“, ha poi scherzato.
L’ex capitano della Juve e della Nazionale in passato è stato vicinissimo al Real Madrid: “sono stato realmente vicino al Real Madrid una volta sola nella mia carriera. Davide Lippi, il mio procuratore, lo sa meglio di me perché queste cose non mi interessavano tanto. Sono sempre stato uno molto concentrato sul giocare però quella volta siamo stati davvero ad un passo al mio trasferimento al Real Madrid. A posteriori posso dire che sarebbe stata una bella esperienza perché sono uno a cui piace molto viaggiare. Nella mia carriera mi era mancato scoprire nuove culture e forse è anche uno dei motivi per cui ora sono venuto a giocare a calcio negli Stati Uniti“.
“Credo di non essere un giocatore adatto al calcio spagnolo. Avrei fatto come Cannavaro e Samuel che sono andati a giocare in Spagna e sono durati 2-3 anni lì. Probabilmente sarei stato un difensore più adatto al calcio inglese, ma anche lì quando superi i 30 anni è complicato stare dietro al tipo di gioco anche perché in quei campionati dopo 2-3 stagioni trovano sempre giocatori giovani che ti sostituiscono. È stato un onore l’interessamento del Real Madrid, ma posso dire di essere felicissimo per com’è andata dopo. Arrivare a scrivere la storia di una società come la Juventus non è una cosa da tutti“, ha continuato prima di parlare del suo futuro.
“Vorrei giocare ancora per tanto tempo nel senso che la mia testa non è stanca, il mio corpo però sì, il mio corpo ha già dato qualche segno di cedimento. Siamo alla fine, vediamo, non manca tanto: questa stagione, massimo forse un anno, non lo so. Diciamo che sono pronto da un momento all’altro ma so già che la scelta che ho fatto un anno fa, prima di venire qua, è stata una bella esperienza perché ancora mi permette di divertirmi giocando e riuscendo a stare a un livello alto nonostante qualche acciacco dell’età, nonostante chiaramente il livello fisico non sia più quello di qualche anno fa. Però appena sento di essere arrivato al limite per tenere quel livello standard a cui ero abituato preferisco andar via un attimo prima. Ancora mi diverticchio, vediamo come va a vanti; sono fortunato di aver trovato un buon club e una buona squadra che mi aiuta e sto godendo al massimo di tutta questa esperienza. Onestamente dopo il ritiro mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio più lato manageriale che lato allenatore perché secondo me se cominci a fare l’allenatore devi proprio crederci tanto perché è una cosa che poi ti mangia. La vita dell’allenatore, ancor di più di quella del dirigente, ti porta via e devi avere una vocazione per farla. Io questa vocazione ad oggi non me la sento“, ha concluso.