“Le vittorie sono tutte incredibilmente belle, e non e’ vero che ci si annoia. E’ una specie di droga. Una cosa di cui hai bisogno, perche’ se provi una volta quelle emozioni, poi fai di tutto per tornare a provarle”. Giorgio Chiellini, intervistato dalla “Rivista Undici” in edicola da domani, prova a riassumere cosi’ la filosofia Juve. Del resto chi meglio di lui puo’ spiegarla, visto che e’ alla tredicesima stagione in bianconero. “E’ una stagione stimolante tanto quanto le altre, nel senso che sara’ stimolante sempre. Da anni, e anche quest’anno, la Juventus la corsa la fa su se stessa”. Difensore implacabile (“Non sono di sicuro piacevole da affrontare, ma non sono mai stato scorretto. E poi ormai sono piu’ riflessivo, meno impulsivo”), Chiellini ammette che il suo ruolo e’ ormai cambiato. “Credo che l’avvento del guardiolismo, chiamiamolo cosi’, in Italia abbia snaturato quello che ci ha sempre portati in fondo alle grandi manifestazioni per anni, cioe’ l’arte di saper difendere. C’e’ un buco generazionale nei difensori impressionante, ed e’ dovuto a questa cosa. Ormai i ragazzi arrivano in Serie A che si aprono bene, che sanno passare la palla, che sanno fare un lancio di quaranta metri, ma non hanno la minima idea di come si marchi, di come fare un uno contro uno”. (ITALPRESS).
Juventus, Chiellini racconta la sua “droga”