Giorgio Chiellini tra presente e futuro. Il difensore bianconero e’ intervenuto all’Allianz Stadium di Torino ad un evento organizzato dalla Juventus e da Randstad, dedicato al percorso di orientamento professionale per ex atleti. “Lo spogliatoio di una squadra e’ simile a una multinazionale – ha detto – e’ fondamentale integrare gli altri accettando comportamenti che sono lontani dalla nostra cultura. Noi italiani su alcuni aspetti siamo piu’ rigidi e musoni del ‘toda joya’ che vivono altre culture. L’equilibrio dello spogliatoio e’ fondamentale, specialmente adesso che e’ multietnico e la parte italiana rappresenta il 33%. Integrare al meglio ogni cultura, e’ difficile ma da’ risultati enormi”. Chiellini, uno dei pochi laureati in Serie A, ha parlato anche del suo passato da studente: “Sono cresciuto a Livorno e ho avuto la fortuna di vivere con i miei fino a 20 anni. Ho frequentato un liceo scientifico statale, facendo tante assenze perche’ a 16 anni ero in prima squadra del Livorno e avevo allenamenti tutti i giorni. Volevo fare l’Universita’, ho sempre voluto farla e alla fine del liceo mi sono sempre organizzato per continuare e poi mi sono laureato con 92/100”. Chiello voleva diventare medico, ma la carriera da calciatore gli portava via troppo tempo e troppe energie. “Mi sono iscritto ad economia perche’ mi e’ sempre piaciuta la matematica, forse avrei fatto medicina ma con obbligo di frequenza era impensabile arrivare in fondo”. Uno dei pochi che e’ riuscito a portare avanti calcio e studi, anche se all’inizio dell’universita’ non e’ stata semplice.

“A Pisa ho incontrato scogli per la frequenza – ha raccontato -. Avevo sempre allenamenti e partite a cui ho sempre dato la priorita’ anche perche’ a quell‘eta’ ero gia’ un calciatore professionista. Giocavo a Livorno e il secondo anno sono andato a Firenze. All’inizio, devo dire la verita’, ho dato un esame giusto per saltare il militare poi a Torino con tanto tempo libero, ho provato a recuperare e, trovando un ateneo disponibile con gli studenti lavoratori, in quattro anni ho fatto la triennale. Non mi pesava studiare e, non essendo un obbligo ma un piacere, e’ stato quasi come un hobby. Tanti miei amici ci hanno messo piu’ di me a laurearsi”. Chiellini, che oggi e’ padre di una bambina, guardando al futuro ha aggiunto: “Non mi vedo pranzo e cena sempre a casa, ma neanche 200 giorni all’anno via da casa come ora. Passo meta’ dell’anno fuori e perdo momenti che poi non riesco piu’ a recuperare. Certo mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio perche’ ho un know-how superiore alla media. Per me tutti i calciatori hanno bisogno di fare qualcosa dopo fine carriera, anche chi economicamente puo’ permettersi di stare fermo”. Chiellini, che ha parlato della Juventus come di una famiglia per lui, ha raccontato anche di una frase che spesso amava ripetere Lippi ai suoi giocatori: “Ci diceva che il campione e’ quello che gioca bene per se’, il fuoriclasse e’ quello che fa giocare bene tutti gli altri, io ho avuto due compagni cosi’, Pirlo e Buffon”. Protagonista di tanti successi, Chiellini ha anche dovuto incassare pesanti sconfitte, non ultima quella dell’eliminazione dalla prossima Coppa del Mondo.
“La famiglia e’ importante per assorbire le delusioni”, ha detto ancora. Il calcio da’ una grossa chance di migliorare la propria vita, ma non basta il talento per coglierla, come ha spiegato ancora il difensore nato a Livorno: “Per me giocare e’ un piacere ma quando sei giovane giocare a calcio vuol dire non fare il viaggio della maturita’ oppure non uscire la sera. Ho conosciuto tanti che non avevano voglia di allenarsi e migliorarsi, talenti che a 17-18 anni non sono arrivati a fare il massimo che potevano. L’importante e’ provare sempre a fare il meglio che si puo’. Anche alla mia eta’ si puo’ migliorare. Si perde a livello fisico, ma la testa puo’ compensare. Se ripenso a 10 anni fa, ero piu’ veloce ed esplosivo ma anche un giocatore infinitamente piu’ scarso di quello che sono adesso. Ero sempre il piu’ bruttino, sgraziato, scoordinato e grezzo – ha detto scherzando -. L’esperienza permette di tenere alto il livello”. (ITALPRESS).