Ferguson ha subito creduto nelle potenzialità di Cristiano Ronaldo fin da quando approdò al Manchester United. Il tecnico dei ‘Red Devils’, infatti, decise di affidargli una maglia importante come la numero 7 che da quelle parti è un’icona, visto che era stata quella di David Beckham ma, soprattutto, di George Best. C’era una cosa che però non sopportava di CR7 ovvero: “La tendenza di CR7 a cadere per terra come una bambola di pezza ogni volta che perdeva un tackle – ha raccontato l’ex coach United, Tony Coton, in una lunga intervista al Daily Mail-. Così iniziò la sua missione personale per rafforzargli il carattere, suggerendo ai membri dello staff di chiudere un occhio se vedevano dei falli ai danni di Ronaldo nelle partitelle di allenamento“.
Ecco perchè Ferguson diede ordine a Rio Ferdinand e Roy Keane di picchiare duro sul talento portoghese. “In quelle partitelle non si facevano prigionieri – ha continuato Coton – e il povero Ronaldo non riusciva a capire quale compagno di squadra lo avesse colpito, credeva si trattasse di uno scherzo, ma il trattamento che gli riservavano non faceva ridere per niente”.