Clementi: “Il Coronavirus è finito e vi spiego il motivo, ci sono dati e numeri. No alle mascherine all’aperto…”

L'ordinario di Microbiologia e Virologia all’università San Raffaele di Milano, Massimo Clementi, approva le parole di Zangrillo di qualche giorno fa

Clementi appoggia il pensiero di Zangrillo. L’ordinario di Microbiologia e Virologia all’università San Raffaele di Milano condivide ed approva il pensiero del collega che tanto ha fatto discutere qualche giorno fa. “Il virus è ciclicamente scomparso”, aveva detto Zangrillo. Ecco le parole di Massimo Clementi in un’intervista a TPI.

L’APPOGGIO AL COLLEGA – “Alberto Zangrillo dice che il virus è ‘clinicamente finito’, e usa come parallela leva il mio studio. Qualcuno pensa di metterlo in discussione? Non credo proprio. Sulla ricerca siamo inattaccabili. Ci sono i dati, i numeri, è tutto scritto, tutto dimostrato. Chi vuole metterlo in discussione deve sobbarcarsi l’onere di trovare un errore nel mio lavoro. E non lo troverà“.

LO STUDIO – “Cosa ho fatto per dire questo? La stessa cosa che avevo fatto con l’Hiv. Ho preso cento contagiati della prima metà marzo e cento della seconda di maggio: casi di cui fra l’altro sapevo tutto, perché conoscevo la loro storia clinica. Dopo aver costituito questi due insiemi di campioni omogenei li ho confrontati ed è emersa una differenza stratosferica. Vuole le proporzioni? Se un tampone del primo gruppo si rileva un indice di 70mila, nel secondo si aggirava intorno a 700! Io sono molto convinto dell’utilità del lockdown, non solo non lo metto in discussione, ma ritengo che sia stata decisivo nel contenimento della pandemia. Tuttavia questi casi erano riferiti a tamponi raccolti almeno dieci giorni dopo, rispetto a quelli in cui il paziente aveva contratto l’infezione. Questo significa che il virus si era replicato e amplificato nel soggetto infettato a prescindere dalla quantità iniziale che aveva prodotto l’infezione. Solo i negazionismi più acerrimi oggi minimizzano l’impatto della stagionalità. Ipotizziamolo come uno dei motivi che producono l’indebolimento del Covid. E poi a me sembra che questo virus si stia adattando all’ospite. Il virus per sopravvivere non deve uccidere il suo ospite. Il virus diminuisce la carica virale per adattarsi all’ospite. Giusto quindi dire che il virus è clinicamente finito. Lo diciamo noi che abbiamo visto morire. Perché adesso questi malati gravi non ci sono più, ed è un fatto“.

ESEMPI DI VIRUS PASSATI – “Cosa serve allora per confermare lo studio? Dovrebbe accadere che questo fenomeno si ripetesse negli altri Stati europei e anche anche negli Stati Uniti. Ma dal dialogo con i colleghi risulta che in Florida, dove hanno fatto un lockdown soft, si stanno osservando le stesse cose. In Spagna idem. In Francia anche. Se ho un precedente? Il caso dell’epidemia del 2009, con il H1N1 in Messico. Esplode in maniera rapida e devastante. Fu dichiarato subito pandemia dall’Oms. Aveva alti tassi di mortalità… E oggi ce lo ritroviamo buono-buono insieme agli altri virus influenzali. Oppure la Sars. Esplose, fino a giugno infettò e poi anche questa infezione scomparve. Ma non uccide più. La seconda ondata? Nessuno può dire che torna. O che non torna. E potrebbe anche non tornare“.

LA MASCHERINA E IL DISTANZIAMENTO – “Si possono accorciare le distanze? Se continua così sarà possibile a breve, ma ancora è presto. Devo raccomandare ancora delle misure di distanziamento sociale. A parte quelle insensate. Tipo? Io davvero non capisco il senso della mascherina in ambiente esterno. Perché devo portare la mascherina se rispetto le distanze interpersonali all’aperto? La trasmissione aerosol? Ma questo è un assurdo per chiunque abbia dimestichezza con la materia. L’altro giorno ero sul marciapiede di fronte al mio palazzo: ho visto un signore che correva in pantaloncini, quasi cianotico con una mascherina filtrante. Ho dovuto qualificarmi come medico specialista e chiedergli di togliersela. È folle uccidersi con la propria anidride carbonica. All’aperto, lontano dagli altri, non ne vedo il motivo di tenere la mascherina”.