Closing Milan, Capello e Sacchi salutano l’era Berlusconi con un filo d’amarezza: le loro parole

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Closing Milan – Dopo tanti rinvii oggi è arrivata la famosa ‘fumata bianca’ sul closing che ha sancito il passaggio di consegne ai vertici del Milan. Ormai Silvio Berlusconi non è più il proprietario del club rossonero, è partita ufficialmente una nuova fase con al comando il gruppo cinese rappresentato da Yonghong Li. Un avvenimento storico che ha suscitato un po’ di malinconia in tutti gli appassionati, in particolare in coloro che dell’era Berlusconi sono stati protagonisti in panchina. Partiamo da Fabio Capello, che ha rilasciato queste dichiarazioni ai microfoni di ‘Sky’: “Questo è un momento non bello, io devo tutto a Berlusconi che ha fatto grande il Milan. Fin dal primo giorno ci chiese di costruire un grande Milan e di fare un calcio più spettacolare, restammo tutti a bocca aperta. Fu così che nacque il Milan che ha vinto tantoSpero che questi cinesi abbiano le risorse per competere con con le squadre inglesi, spagnole, tedesche e con il PSG. Al momento non mi sembra che questa proprietà sia forte come Suning che per prelevare l’Inter ha impiegato molto meno tempo dimostrando di avere grandi risorse. Vediamo cosa accadrà e speriamo per il bene del Milan che questo gruppo sia ambizioso come la proprietà dell’Inter”. Infine Capello si sofferma su un suo possibile ritorno al Milan in futuro: “Io sono aperto a tutto ma vanno visti i progetti e quale potrebbe essere eventualmente il ruolo. Qualche consiglio posso darlo ma di sicuro non ho più l’età per allenare”.

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Closing Milan – E passiamo ad Arrigo Sacchi, probabilmente colui che ha incarnato a pieno lo spirito del grande Milan di Berlusconi: “Credo sia giusto così – ha affermato l’ex tecnico rossonero ai microfoni di ‘Radio Sportiva’ -. Berlusconi ha tante cose per la testa, la politica in primis, e ormai faceva fatica a seguire tutto, ma il calcio gli dovrà essere riconoscente. Così come a Galliani, che è stato un grandissimo dirigente e noi tutti dovremmo essergli grati. Il mio approdo nel Milan? Firmai in bianco: ‘o siete dei geni o dei matti’ dissi a Berlusconi. Ieri il presidente mi ha chiamato dicendo ‘sono addolorato ma ormai è fatta, ho speso tanti soldi’. E un po’ te li ho fatti spendere anche io, gli ho rispostoPer Berlusconi – ha concluso Sacchi – il Milan era amore puro. L’addio è stato doloroso per me che ne sono fuori, non oso immaginare per lui. Un paio d’anni fa mi chiese di tornare ad allenare il Milan, ma io gli risposi che non sarei stato più in grado”.