Closing Milan, se l’affare salta i cinesi sono pronti a portare Berlusconi in tribunale: i dettagli

CLOSING MILAN – Almeno sul campo le cose in casa Milan sembrano andare molto bene, visto che gli uomini di Vincenzo Montella stanno mettendo insieme una serie di vittorie consecutive utili a rilanciare le loro quotazioni per un piazzamento europeo al termine della stagione. Fuori dal rettangolo di gioco, invece, la questione legata alla cessione del club rossonero sta acquisendo dei contorni sempre meno chiari. Ormai sono passati tre giorni dall’ufficializzazione del mancato closing con la futura nuova proprietà cinese, e l’edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport’ ci aiuta a fare chiarezza sui possibili scenari futuri, nel bene e nel male. A quanto pare entro mercoledì verrà infatti stipulato un nuovo contratto, aggiornato in alcune parti, tra Fininvest e SES, mentre entro venerdì i cinesi dovranno versare la terza caparra da 100 milioni di euro. Ed infine dovrebbe essere stabilita la nuova data dell’eventuale closing. Tutte qui le novità? Assolutamente no, perché sullo sfondo è spuntata un’ipotesi che avrebbe del clamoroso.

Casa Milan (LaPresse/Gian Mattia D'Alberto)
Casa Milan (LaPresse/Gian Mattia D’Alberto)

CLOSING MILAN – Sempre come riportato dalla Gazzetta, nel caso in cui la trattativa con la cordata cinese di Yonghong Li saltasse definitivamente, Berlusconi darà un taglio e inizierà a prendere contatti con altre cordate interessate all’acquisto del Milan. Di conseguenza potrebbe però aprirsi una battaglia legale per i 200 milioni già versati da SES nelle casse di Fininvest, e relativi alle prime due caparre da 100 l’una. I cinesi lo hanno già messo in chiaro: se la trattativa dovesse saltare, faranno di tutto per recuperare almeno parte dei soldi, puntando sulla cosiddetta ‘forza maggiore’ come argomento da esporre in tribunale. Ovvero dimostrando che, se l’affare non andrà in porto, sarà dovuto alle difficoltà imposte dal governo cinese nelle transazioni con l’estero, e non alla propria inadempienza. Insomma la cosa sicura è che, se entro venerdì non arrivano gli ulteriori 100 milioni di euro, le cose potrebbero complicarsi in modo importante. Staremo a vedere.

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