CONFERENZA LIVE ALLEGRI E AGNELLI
– Conferenza terminata.
– Allegri: “I tifosi sono sempre stati calorosi nei miei confronti e mi hanno sempre manifestato stima e affetto. E’ normale che tutti d’accordo non potevo metterli. Quando sono arrivato qui non ho fatto caso alla contestazione; anzi ho pensato che da quelle parti il mio primo cavallo aveva vinto tre ‘tris’. Futuro? Non so niente ora. Pensiamo alla gara e alla festa di domani. Una pausa potrebbe farmi bene. E’ normale che a giugno, luglio valutero’ le proposte che eventualmente arriveranno. In caso contrario mi prendo un anno di pausa nel quale dedicarmi alla famiglia, alla mia compagna e alla banda di ‘scellerati’ dei miei amici”.
– Agnelli: “Se ha inciso la tifoseria sulla scelta? No. Semmai poteva incidere il cuore. Ma alla fine gestendo aziende bisogna sapere prendere le decisioni nei momenti in cui vanno prese, poi sara’ solo il futuro a dire se le scelte prese sono state quelle corrette, al di la’ delle considerazioni esterne, noi viviamo una realta’ all’interno, quando uno entra in un bar e commenta quello che succede in un’altra azienda, non potra’ mai sapere tutti gli elementi che ti portano a certe scelte. Non mi piacciono gli “yes man”, mi piace chi sa prendere decisioni forti, chi non e’ in grado di reggere certe pressioni non puo’ gestire aziende o societa’. Guardiamo alla storia della Juventus. Tutti sono stati utili, nessuno indispensabile, dal presidente al magazziniere. La storia della societa’ deve essere sempre piu’ grande della singola persona. Questa e’ stata la scelta piu’ sofferta da quando sono il presidente della Juve”.
– Prende la parola Allegri: “Ringrazio il presidente per le bellissime parole che ha speso oggi. Ringrazio tutti i ragazzi per quello che hanno fatto e per ciò che mi hanno dato. Ci siamo tolti tante soddisfazioni. Lascio squadra vincente che ha le potenzialità per ripetersi. Abbiamo parlato e discusso delle nostre idee sul futuro della Juve; poi la società ha fatto le sue scelte. Ciò non cambia niente: ho un grandissimo rapporto col presidente e con Paratici e Nedved. Siamo cresciuti tutti insieme. Ora è giunto il momento giusto per il divorzio. Lascio una società super con un presidente straordinario e con dirigenti importanti. Lascio una squadra fatta di grandi uomini. Domani sera bisogna festeggiare due cose: la vittoria dello scudetto e l’addio di Andrea Barzagli. Non hanno pesato le critiche degli ultimi tempi, post sconfitta contro l’Ajax. Quando lavori alla Juve devi sapere che devi arrivare in fondo e vincere. Il giocar bene o giocar male dipende anche dai risultati che ottieni. Io da allenatore devo sempre analizzare la prestazione e non i risultati. Il risultato comunque e’ figlio sempre della prestazione. Per vincere gli scudetti, pero’, ripeto, bisogna vincere anche quando giochi male. Se vinci queste gare puoi raggiungere gli obiettivi prefissati. Il giocar bene senza vincere le gare nel calcio non significa alcunche’. E’ normale che nell’arco dell’anno ci siano periodi in cui fai benissimo e altri in cui bisogna saper vincere giocando in modo solido, anche difendendosi. Il Real nella finale di Champions ci ha battuti perche’ ha difeso meglio. Chi vince e’ piu’ bravo degli altri: piaccia o non piaccia. Allenatore manager? Non c’entra questo. Io ho partecipato piu’ volte alle scelte della societa’. Sono un’aziendalista ma non uno ‘yes man’. L’ho fatto qui e l’ho fatto anche al Milan. Quando sei in aziende grandi, come la Juve, un allenatore deve sapere tutto. Ci sono mille problematiche e l’allenatore deve essere sempre a conoscenza di cio’ che accade nel club. Un tecnico non si puo’ limitare a fare soltanto la formazione da mandare in campo. Nei rapporti professionali alla fine ci si può dividere, è una cosa fisiologica. Sul fatto che avessi chiesto anni di contratto e rivoluzioni sono state scritte cose inesatte, non siamo neanche arrivati a questo punto. Tra persone intelligenti quando capisci fisiologicamente che ti devi separare non serve andare avanti. Da quando sono arrivato qui mi sono sentito sempre uno ‘juventino’. Questo vuol dire far parte di una grande famiglia, cha ha un DNA preciso, con cultura e disciplina. Questi cinque anni qui mi hanno dato tanto e mi hanno fatto crescere parecchio.
– Agnelli: “Un allenatore ci sarà… Lo dico subito, non risponderò a nessuna domanda sul futuro allenatore. Siamo qui per celebrare Max, un allenatore che da solo ha scritto la storia della Juventus, prima si parlava della Juve del quinquennio, degli anni ’30. Mi ricordo quando a maggio del 2013 eravamo a Londra con Paratici, nelle file posteriori di un pullman della Uefa per assistere alla finale tra Bayern e Borussia, dopo un po’ da quello stesso albergo e’ uscito Max, dissi a Paratici che quello poteva essere il nostro futuro allenatore, inizio cosi’ la nostra storia. Sono stati cinque anni bellissimi, con affetto, stima, riconoscenza e soprattutto tante vittorie. Abbiamo vissuto per un anno e mezzo da vicini di casa, abbiamo fatto colazione insieme, cene piacevolissime, Max ha visto i miei figli crescere e io i suoi. Penso di aver trovato un amico sincero con cui potermi confidare su tanti argomenti. Tornando alla parte sportiva, la cavalcata fino a Berlino, l’anno successivo 15 vittorie consecutive tra ottobre e febbraio, il testa a testa col Napoli l’anno scorso e quest’anno il successo in anticipo, un percorso fantastico di cui la cosa che mi rende più orgoglioso è quella di aver trovato un amico sincero con cui potermi confidare su tanti argomenti. Al di là delle dietrologie e delle cose che ho letto, dopo l’eliminazione contro l’Ajax quando ho detto che Allegri sarebbe rimasto, il mio era un pensiero assolutamente sincero. Successivamente abbiamo fatto una serie di riflessioni, questo dimostra la capacità di analisi di un gruppo, allenatore compreso, nel prendere la giusta decisione, non posso nascondere che c’è una certa tristezza e commozione, non è stato facile capire che era il momento di chiudere uno straordinario ciclo della storia della Juventus. A Max, che è anche un amico, va un applauso sincero per tutto quello che ha fatto e che ha dato alla Juventus”.
– Ancor prima di sedersi, agli applausi dei presenti, Allegri afferma: “Non va bene, così mi fate emozionare. Lacrime? No: ho già pianto ieri”.
– A breve, l’inizio della conferenza. In sala stampa, presenti i calciatori bianconeri.
Massimiliano Allegri e la Juventus si sono detti ufficialmente addio ieri. L’allenatore e il Presidente, Andrea Agnelli, incontreranno insieme i media in occasione della conferenza stampa, che si terrà oggi alle ore 14 presso la sala conferenze dell’Allianz Stadium. Tante saranno le domande sui motivi della rottura e sul futuro sia di Allegri che della panchina bianconera. Tutti collegati su CalcioWeb dalle 14 per la conferenza live di Allegri e Agnelli.