Da Conte a Balotelli, passando per Rossi: Buffon è un fiume in piena!

Dallo sfogo dopo l’Uruguay (“Avevo solo riportato un mio pensiero basato sui fatti”), alla sorpresa per la nuova Italia di Antonio Conte, fino al calvario di Giuseppe Rossi: nessuno più di Gigi Buffon, decano azzurro, può raccontare questi ultimi mesi in azzurro. Certo che la delusione per l’uscita dai Mondiali resta forte: “Sbaglia chi ha ritenuto quel mio sfogo uno scontro generazionale, io ho sempre parlato di meritocrazia, in Nazionale devono venire i migliori, che abbiano 40 o 15 anni”, afferma da Coverciano il capitano che sui temi più spinosi, come l’esclusione di Balotelli, visto tra i destinatari dell’affondo post Uruguay, sceglie la diplomazia: “Stupito perché Mario non è qui? Non me lo sono chiesto, non faccio io le convocazioni. Magari è dipeso dal suo trasferimento in un altro Paese. In ogni caso è un nostro compagno”.

Non è il solo messaggio che il capitano invia: “Veniamo da risultati modesti, mai come adesso questa Italia deve soltanto pensare al campo”, spiega, dicendosi poi molto dispiaciuto per Giuseppe Rossi. “Non dobbiamo mettergli fretta, va recuperato nel modo più sereno, e quando tornerà ci aiuterà a vincere l’Europeo o il Mondiale. Quando fu escluso dal gruppo ai Mondiali vidi sul suo volto un’espressione trasfigurata, è molto attaccato alla maglia azzurra. Ma mi sento anche di aggiungere adesso – aggiunge Buffon – che ora certe scelte di Prandelli, allora criticate, vanno rivalutate come è giusto che sia”. L’immediato futuro è senza Rossi, ma con Conte, e il successo nell’amichevole con l’Olanda, debutto del nuovo ct, possono a suo dire già rappresentare un segnale di svolta: “Ammetto che è stato inaspettato, venivamo da due gare deludenti contro Costa Rica e Uruguay. Era solo un’amichevole, ma è arrivata invece una bella risposta”. Insomma, la mano di Conte si vede già e nessuno più di Buffon può confermarlo: “E’ rimasto lo stesso di quando venne alla Juve, i suoi concetti calcistici e il modo con cui li trasmette rappresentano qualcosa di unico. E’ già rimpianto a Torino? Ogni ciclo è destinato a finire ma se lo ritroviamo qui è perché è convinto di poter fare qualcosa di straordinario”. Proprio il neo ct giorni fa ha lanciato l’allarme sui troppi stranieri. “Non è un problema di numeri ma di qualità e ciò non fa bene al movimento, impedisce ai talenti di sbocciare – osserva – Qualcosa dunque bisogna pur fare dopo due Mondiali falliti in modo clamoroso, magari iniziando a metter dei paletti sulla presenza degli stranieri nelle formazioni titolari. E all’orgoglio, alla cattiveria e all’umiltà indicate da Conte per la sua Italia aggiungerei pure il talento perché è ciò che ti aiuta nei momenti difficili”. Talento che stanno esprimendo alcuni giovani aggregati al gruppo, a partire da Zaza: “Lui sa di essere forte ma è umile e voglioso di imparare. Ragazzi come lui, come Immobile e Destro, fanno ben sperare”. Intanto Buffon di fermarsi non ne alcuna voglia: “Non me la sento ancora di smettere, è una grande sfida e una grande sorpresa, ho fatto sacrifici ma non credevo di arrivare a questa età a tali livelli. Non faccio programmi a lunga scadenza ma almeno fino a giugno arrivo e pure bene”.