Conte convoca Moretti, suo ex compagno di squadra…

italia nazionale conte giovincoA 33 anni, dopo una carriera di sacrifici, Emiliano Moretti è riuscito a coronare il sogno di indossare la maglia azzurra. Un premio anche per la professionalità mostrata in tutti i suoi anni di carriera, iniziata nella Lodigiani, poi continuata nella Fiorentina per passare a club come Valencia, Juventus e oggi Torino. “E’ ovviamente motivo di grande soddisfazione essere convocato in Nazionale, e tutto questo arriva in un momento per me inaspettato. Sono molto felice di lavorare qui in questi giorni. Devo assolutamente condividere questa gioia con i miei compagni del Torino e col mio club”. Nella Nazionale maggiore a ‘solo’ 33 anni dopo anche tanta gavetta, soprattutto a inizio carriera: “La gavetta conta molto perché ti dà la possibilità di fare esperienza. E nella crescita di un giovane è fondamentale in tutto, non solo sotto l’aspetto sportivo ma anche per la crescita della persona”. Ironia della sorte è stato convocato nell’Italia di Conte, col quale era compagno alla Juventus nella lontana stagione 2002-2003: “Io ero molto giovane e lui era un punto di riferimento di quel gruppo. Da quel gruppo li ho imparato tante cose. Ogni giorno c’era la gioia di fare e lavorare molto”. In Nazionale il Ct Conte gioca con la difesa a te, secondo alcuni anche perché non ci sono tanti giocatori di valore per la nazionale maggiore: “Io la difesa a tre lo conosco bene, ma credo sia più un problema di concetti che di modulo – sottolinea il difensore azzurro e del Torino -. Qui in Nazionale ho trovato sin da subito un’organizzazione tattica e tecnica importante e anche noi difensori siamo aiutati. Io sono dell’avviso che in Italia i difensori forti ci sono sempre stati e ci sono ancora”. Poi ancora: “A 33 anni generazione di non mollare mai? Ci sta, mi ci ritrovo perfettamente. E’ dura mollare questo, tra virgolette, lavoro. Prima di mollarlo uno ci pensa fino alla fine. Non credo sia solo colpa degli stranieri ma forse la colpa è nostra che decidiamo di portarli togliendo posto a giovani come Daniele (Rugani, ndr)”. La sua prima convocazione in Nazionale è coincisa anche con il ritorno di Mario Balotelli in azzurro: “Sinceramente io l’ho visto come uno dei 25 del gruppo, nulla di più e nulla di meno. Ho trovato quello che mi aspettavo. Mario come me, come gli altri, siamo tutti parte di un gruppo”.