Antonio Conte sempre più scatenato all’interno delle sue conferenze stampa. L’ultima in ordine di tempo ha sancito una vera rottura con il Chelsea, ma il tecnico non ha lesinato anche qualche frecciata alla Juventus, sua ex squadra prima dell’approdo in Nazionale. Conte, polemico, ha parlato della sua difficoltà a farsi comprare calciatori di primo livello, una difficoltà che tocca anche il periodo della Juventus come rivelato dallo stesso tecnico: “Su questo aspetto mi sa che devo ancora migliorare parecchio, perché sono un po’ un disastro. Dovrò parlare con gli altri allenatori per capire come fanno a persuadere i club a spendere i soldi per comprare loro dei campioni”. Conte non allude solo al suo periodo londinese, ma si autodefinisce un disastro ed auspica un miglioramento in questo senso, lasciando intendere che anche alla Juventus fu così. Indimenticabile il discorso del suo periodo bianconero: “Non si può andare con 10 euro ad un ristorante di 100”, alludendo agli acquisti scarni giunti dal mercato poco prima del suo addio anche un po’ polemico. “Sono un tipo di allenatore che se ha un giocatore da sei, lo porto ad otto; se ho un giocatore da otto, lo porto a dieci”, ha concluso Conte nella conferenza stampa di ieri, dimostrandosi non proprio il più umile al mondo.
Il calciomercato del Chelsea incredibilmente nel mirino
I continui sfoghi di Conte, cozzano enormemente con il calciomercato del Chelsea e con le spese effettuate dal patron Abramovich. In questa stagione infatti il club ha speso 260 milioni di euro per il mercato in entrata (dopo i 140 dell’anno scorso), non proprio spiccioli. Sono arrivati alla corte di Conte calciatori del calibro di Giroud, Morata, Barkley, Bakayoko, Drinkwater, Rudiger, Zappacosta ed Emerson, non proprio degli ‘scarsoni’. Conte però non è riuscito a fare ciò che con presunzione ha detto di far bene, vale a dire portare il livello di questi calciatori da 6 ad 8 oppure da 8 a 10. Bakayoko ha fatto dei passi indietro enormi, idem Drinkwater. Morata e Rudiger invece non hanno compiuto il salto di qualità atteso. Insomma, forse Conte farebbe bene a rivedere un po’ le proprie convinzioni.