“La nostra strada è fatta di sacrificio, perché dobbiamo essere consapevoli del percorso di questi anni: su 100 giocatori in serie A solo 34 sono convocabili, la metà di quanti ne aveva Lippi. Io ho chiamato tutti quelli che meritavano, in alcuni casi li ho provati rischiando in proprio, in altri avrei voluto più tempo per provarli. Su questi e con questi ragazzi si deve lavorare, ho fiducia in questo gruppo”. Sono le parole di Antonio Conte all’indomani della sconfitta pesante in casa della Germania.
Un commento duro quello del Ct all’Ansa, tra le righe si notano diverse punzecchiature al calcio italiano, la prima delle quali è legata al numero di italiani in campo in Serie A. “Ho fiducia nei miei ragazzi, so di poter contare su di loro. Ma dobbiamo restare tutti con i piedi per terra. Veniamo dal fallimento Mondiale, i convocabili dalla A si sono dimezzati in 10 anni, conoscevamo il gap dalle grandi: non possiamo essere selezione, dobbiamo essere squadra. Quando dico che i giocatori sono questi, ricordo a tutti che non ho lasciato a casa nessun possibile azzurro. Su questi devo lavorare per l’Europeo“.
Conte prosegue nella sua disamina: “Non boccio nessuno, perché l’impegno ieri è stato massimo. Le risposte sono arrivate. Non avevamo risolto tutti i problemi con il pareggio con la Spagna e con alcuni lampi di luce, non li abbiamo scoperti tutti oggi dopo la sconfitta con la Germania. Tutti, ma proprio tutti, dobbiamo rimanere con i piedi ben piantati per terra, ricordare da dove veniamo e sapere che il nostro è un percorso, vedremo quando darà i suoi frutti. Per me sono stati due test importanti per ridurre al minimo i dubbi”.