Conte, un futuro che sembra già scritto: addio all’Italia dopo Euro 2016?

Conte non ha ancora svelato cosa ne sarà del suo futuro: l'impressione, netta, è che dirà addio alla Nazionale

Mancano ancora parecchi mesi all’Europeo per nazioni che si svolgerà in Francia e a cui prenderà parte, tra le altre, anche l’Italia. Una manifestazione molto importante per gli azzurri, che non trionfano in questa rassegna da lontano 1968. Ci andò vicina la nazionale di Prandelli che, nel 2012, si arrese solo alla strepitosa Spagna di Del Bosque, capace di vincere in finale con un netto 4-0. Adesso il destino è nelle mani, tra gli altri, di Antonio Conte, l’uomo cui Carlo Tavecchio ha affidato la panchina azzurra nella speranza di rilanciare in alto la squadra, dopo i disastri del Mondiale 2014. Uomo molto discusso Conte, senza mezze misure, amato oppure odiato, tale da non suscitare mai indifferenza. Il lavoro svolto in poco più di un anno dall’ex tecnico della Juventus è stato senza dubbio egregio, attento, frutto di grande passione ed attenzione. Qualche momento difficile c’è stato e c’è ancora, non legato ai risultati ma all’impossibilità, a quanto pare, di riuscire a gestire la nazionale come Conte avrebbe voluto, quasi come un club. Ricordiamo ancora oggi la vicenda degli stage, che il Ct avrebbe voluto organizzare, salvo poi scontrarsi con la volontà degli allenatori delle varie squadre di Serie A, Allegri su tutti. Si è arrabbiato parecchio Conte, al punto da credere all’esistenza di un complotto architettato ai suoi danni.

E’ chiaro che Conte viva il suo mestiere in maniera molto passionale, quasi ossessiva. Già, quell’ossessione per la vittoria che lo ha sempre accompagnato e che ne ha fatto uno dei migliori tecnici degli ultimi anni. Un modo di lavorare che, però, forse si sta rivelando troppo logorante se legato alla nazionale. Perché quando lavori in una società, soprattutto se importante come la Juventus, hai alle spalle una struttura solidissima ed indipendente, che non deve dare conto di nulla a terzi. Diversa è la situazione quando guidi una nazionale, dove il confronto con le varie società è un elemento che, a volte, si trasforma in ostacolo. Insomma, l’impressione è che Conte sia totalmente dedito alla causa azzurra ma che, allo stesso tempo, sia arrivato alla conclusione di non volere andare oltre il biennio che si chiuderà con l’Euro 2016. Interpellato al riguardo, il Ct ha spiegato che molto dipenderà dall’esito della rassegna continentale ma, l’impressione, è che una decisione sia già stata presa. Le voci si accavallano già da settimane, il nome di Conte è stato accostato a numerosi club: dal Milan, dove Berlusconi lo vorrebbe per ridare lustro ai rossoneri, al Paris Saint Germain, pronto a separarsi da Blanc, passando per il Manchester United, palesemente insoddisfatto per il rendimento ottenuto dai ‘red devils’ sotto l’egida di Van Gaal. Senza dimenticare la suggestiva ipotesi di un ritorno alla Juventus, più che altro una speranza di parte della tifoserie bianconera dato che i rapporti tra i vertici del club e l’allenatore leccese non sono certo idilliaci. Tavecchio, dal suo canto, spera vivamente che il Ct rimanga al suo posto e proprio il grande feeling in essere tra i due sembra essere l’unico appiglio perché non via si un altro cambio sulla panchina azzurra. Insomma, il futuro di Conte appare un rebus che, però, potrebbe risolversi molto presto e che, molto probabilmente, non sarà più dipinto di azzurro.