Cordoba a 360°: massacra Balotelli, punge Icardi e rifila una bordata alla Juve

Ivan Ramiro Cordoba, in forza all’Inter tra il 2000 e il 2012 e Campione d’Europa con la squadra di Mourinho nel 2010, ha risposto alle domande dei giornalisti presenti all’Overtime Festival, in programma a Macerata dal 4 all’8 ottobre. Ecco quanto riportato da ‘Passioneinter.com’: “Penso che adesso si riesce a capire un po’ meglio la struttura di una società che vuole essere forte, che vuole portare l’Inter a quello che deve essere l’abitudine, ovvero lottare per cose importanti.

C’è una parte societaria che da forza e c’è allenatore che conosce molto bene il calcio italiano e sta applicando tutto quello di cui c’è bisogno affinché i calciatori capiscano cosa serve per fare risultati in continuità, perché quando vuoi vincere devi essere costante, soprattutto con squadre più piccole come Benevento, Crotone, perché con quelle più importanti è facile con tutta la carica che c’è attorno. Le altre partite sono quelle in cui devi giocare come un professionista e lì stanno arrivando ad avere una regolarità che serve per vincere. Ora ti fa capire che c’è una base importante e che qualcosa di importante sta per arrivare”.

BALOTELLI -  LaPresse/Reuters
BALOTELLI –
LaPresse/Reuters

Su Balotelli“Gli abbiamo dovuto far capire come ci si comporta con le buone e con le cattive (ride). Mario è un buono. Quando lui è faccia a faccia, è un bambino, un ragazzo per bene, come un amico, ma è nell’ambiente che diventa una star. Non voglio giudicarlo, ma Mario ha avuto tantissime possibilità, magari le avessero avute altri, ma Mario è così e non sarà mai il grandissimo calciatore che si pensava. Non diventerà un grandissimo campione. Però è simpatico, faceva un sacco di scherzi e ha delle doti che se voleva poteva diventare come Ibrahimovic”.

Su Moratti: “Un padre per noi. Anzi ho detto che è come una mamma perché a volte il padre non sa tutto quello che succede in casa, è la madre che informa. Il presidente era questo perché sapeva tutto, non è come tanti pensano. Lui sapeva davvero tutto, però era capace di riprenderti anche duramente, io personalmente ho avuto una tirata di orecchie bella grossa. Ogni volta ce lo ricordiamo e ridiamo perché lui si scusa, ma è normale in quel momento, dopo l’eliminazione in Champions con lo United. Questo è Moratti, così sensibile, con una passione enorme per il calcio, nessuno può capirlo senza averlo conosciuto di persona. Quando ci parli anche solo due minuti te ne rendi conto”.

Cordoba punge poi Icardi“Personalità da capitano? Me lo auguro perché lui ha una responsabilità addosso molto importante che è la fascia. È giovane, torno al discorso di prima. Penso che fare il calciatore è facile, nel senso che devi concentrarti a giocare e divertirti e fare quello che hai sempre fatto per poi essere. giudicato. Ma noi dobbiamo essere giudicati per quello e quando dimentichiamo che la cosa più importante è quella che facciamo in campo, sbagliamo. Il calciatore più concentrato a fare il suo mestiere, secondo me la squadra fa di più ed è più bello il messaggio che si può dare agli altri”.

5 maggioL’ex difensore nerazzurro non risparmia poi una frecciata alla Juve parlando del 5 maggio 2002: “Ormai l’abbiamo dimenticata (ride). Ho un problema in testa, una parte mi dice parla e una parte no. Va rinfrescata un po’ la memoria. Non che noi non abbiamo vinto per questo, però ci sono episodi che sono successi con dei fatti. C’era nel frattempo Udinese-Juve, vabè Udinese e… un’altra squadra. Quando senti un compagno che dopo quella partita viene da te, un mio compagno di nazionale, che dice che senza nessun motivo quattro titolari sono stati mandati in tribuna. Allora, noi non abbiamo vinto perché non abbiamo avuto tutta quella carica che dovevamo avere per vincere perché era nelle nostre mani. Però se non ci fossero stati tanti altri episodi, secondo me sarebbe stata un’altra storia. Non voglio dire il nome di un allenatore, ma lo capite: però quell’episodio come tanti altri. non voglio parlarne”.

Infine su Calciopoli: “Non voglio parlarne. Poi va a finire che sembra sia stata l’Inter che ha scatenato una cosa così clamorosa è colpevole di una tragedia nel calcio italiano. Quello che è successo in quegli anni deve essere una vergogna del calcio italiano, punto. Fare quello che hanno fatto quelle persone che gestivano il calcio italiano. Sapere che vai a vedere una partita e altri sanno già come va a finire, non esiste. Non bisogna dimenticarlo perché altrimenti si torna a fare le stesse cose. Bisogna ricordarle e parlarne perché non esiste che poi si fa finta che non è esistito. È esistito eccome”.